Redazione Perugia
PERUGIA – Presentato nel salone Storico della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, venerdì 23 febbraio, la più recente biografia su una delle figure più affascinanti della storia europea, Cristina di Svezia: l’opera, frutto di una meticolosa ricerca, di Annarosa Mattei “La regina che amava la libertà. Storia di Cristina di Svezia dal Nord Europa alla Roma barocca” (Salani editore).
Il volume pone nuova luce sulla vita e sulle imprese di questa regina delineando la sua straordinaria personalità, le sue scelte coraggiose e il suo impatto duraturo sulla storia europea. «Una regina che fin dalla sua nascita è destinata a due cose – come scrive l’autrice – ad essere grande ed a essere diversa».
L’autrice offre un ritratto schietto di Cristina di Svezia, attraverso una narrazione avvincente e ricca di dettagli, attraverso i momenti salienti della vita di Cristina, dai suoi trascorsi giovanili alla sua abdicazione al trono, fino alla sua vita successiva da “regina di Roma”.
La presentazione del libro ha riconfermato l’importanza della ricerca archivistica come prezioso strumento per approfondire la biografia di una regina, consentendo di accedere a documenti storici, corrispondenze e altri materiali che possono fornire dettagli preziosi sulla vita, sulle azioni e sul contesto storico in cui ha vissuto. Ad esempio, esaminando documenti come lettere personali, decreti reali e resoconti ufficiali l’autrice ha dettagliatamente ricostruito la vita di Cristina.

La soprintendente archivistica e bibliografica dell’Umbria Giovanna Giubbini ha presentato nel corso dell’iniziativa proprio i documenti del passaggio di Cristina in Umbria mostrando documenti provenienti dall’Archivio di Stato di Perugia, nello specifico dalle sezioni di Assisi, Spoleto e Foligno.
Costantino D’Orazio ha riconfermato la ormai consolidata collaborazione tra Galleria Nazionale dell’Umbria e Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria. Il 19 aprile del 2022 fu inaugurato il salone Storico della Soprintendenza spazio che ospita temporaneamente opere provenienti dai depositi della Galleria.
«Iniziative come questa – ha spiegato nel suo intervento il direttore D’Orazio – nascono nell’ottica di una promozione congiunta del patrimonio e di una sua maggiore fruibilità». Una delle ultime acquisizione da parte dei depositi della Galleria è stata l’opera di Lattanzio di Vincenzo Pagani e Cristofano Gherardi, Madonna in gloria e santi (1548-1549) che il noto storico dell’arte italiano, critico d’arte e curatore di mostre, Claudio Strinati, ha illustrato offrendo un approfondimento sul contesto storico e sulla simbologia religiosa presente nel dipinto


