Il piccolo miracolo di via della Pescara

Un laboratorio per la produzione di yogurt con uno sguardo all’inclusione: la sfida della Brigata indipendente

PERUGIA – Un piccolo miracolo. È quello che sta realizzando ”La Brigata Indipendente”, l’associazione di promozione sociale con focus sui ragazzi con disturbi dello spettro autistico in via della Pescara.

Dove i locali al piano terra del civico 44 stanno diventando il quartier generale del sodalizio, trasformato lo scorso agosto ne “La Brigata Indipendente Società Cooperativa Sociale” grazie al contributo della Fondazione Perugia dopo la vittoria del concorso InvestiAmosociale 2023. L’obiettivo, chiaro fin dalla costituzione del sodalizio nel 2021 per volontà di due famiglie, è creare occasioni di incontro, confronto e lavoro che possano “far fiorire” le potenzialità di questi ragazzi, che hanno diritto e possono ambire al loro posto nel mondo, in linea con le capacità e, soprattutto, con il loro tempo, più soft di quello ordinario. L’ultima sinergia in ordine di tempo, fondamentale nella progettualità in via della Pescara, è quella con il Gruppo Grifo Agroalimentare S.C.A. con cui è stato avviato un percorso finalizzato all’attivazione di attività laboratoriali. In particolare, nell’immobile di 270 metri quadri, ampio e ben illuminato, troverà spazio, come primo step, un laboratorio di produzione di yogurt ed il relativo punto vendita (per i quali la Grifo metterà a disposizione, tra l’altro, il proprio know how e le attrezzature necessarie). Ed ancora, oltre a spogliatoi, bagni e magazzini, anche una zona ricreativa per gli associati e per quanti vorranno conoscere la Brigata Indipendente.

«La scelta del luogo non è stata casuale – spiegano Valentina e Valentina, le mamme che seguono i passaggi dell’associazione di cui sono presidente e vicepresidente – via della Pescara è ad un passo dal centro e, pertanto, facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici dai ragazzi che intraprenderanno il cammino verso l’emancipazione. Tanta capienza – aggiungono – ci darà l’opportunità di attuare altre iniziative, che sono in itinere ma di cui è ancora prematuro parlare». Almeno inizialmente verranno assunti tre ragazzi con disabilità, un adulto con disabilità acquisita da poco tempo che potrà rientrare nel mondo del lavoro e 2 esperti del settore che coordineranno i lavori e supporteranno i ragazzi nella quotidianità lavorativa. Avviata l’attività, si spera di poter inserire più ragazzi con disabilità, ma anche altri in cerca di occupazione così da creare un gruppo di lavoro il più eterogeneo possibile. L’inclusione è l’aspetto su cui la Brigata ha lavorato e sta lavorando di più. A partire dagli appuntamenti che l’hanno fatta conoscere, come la prima e la seconda edizione di Halloween Inclusivo e il Carnevale inclusivo in sinergia con la Pro Loco di Colombella, che ha visto la presenza di famiglie e ragazzi dell’associazione e altri provenienti da varie parti dell’Umbria, incuriositi da un format mai proposto prima.

Oppure DanceAut Party, originale festa in discoteca per celebrare la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo; o il Concerto Gospel con la collaborazione del coro Cantori Umbri, al Convento Francescano di Monteripido, la partecipazione alla Giornata Nazionale del Naso Rosso dell’associazione VIP Perugia al Barton Park o, ancora, l’evento fieristico PG Comix, un expo di 20 stand e un contest cosplay organizzato nell’area sportiva di Colombella, che ha richiamato circa 800 persone. «Stiamo lavorando alacremente ed in autonomia – sottolineano Valentina e Valentina – ma siamo anche alla ricerca di finanziamenti per completare le ulteriori fasi del progetto». Insomma, in un angolo della città dinamico, pur penalizzato da una nomea non lusinghiera a livello sociale e da qualche fatto di cronaca di troppo, una realtà come la Brigata Indipendente pensa di mettere radici e fiorire, vivificando l’intero quartiere. «Ci piace pensare – concludono le due mamme – e ce ne stiamo già rendendo conto, che quanti si avvicinano alle vetrine, guardano cosa stiamo facendo e vogliono conoscerci, stanno acquisendo consapevolezza delle potenzialità dei nostri ragazzi e li vedono come parte di una sola realtà. Saremo ambiziose, ma stiamo costruendo un modello di avvio all’attività lavorativa di persone svantaggiate che può essere utile anche a realtà al di fuori del nostro territorio».

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