Il dibattito che non c’è, la sindrome del cioccolato colpisce ancora Ferdinandi

Un’intervista al periodico del Di Betto sarebbe stata scambiata dalla candidata del centrosinistra per un confronto con Scoccia e Monni. La scuola fornisce la propria versione dei fatti ma lo staff della portabandiera dei progressisti fornisce un racconto differente

R.P.

PERUGIA – Sembra che Vittoria Ferdinandi sia incappata nella seconda gaffe in pochissimi giorni. Dopo l’intemerata sul cioccolato di alcuni giorni fa, la candidata dei progressisti al Comune di Perugia avrebbe scambiato un’intervista al giornale dell’istituto Bernardino Di Betto per un confronto a tre insieme a Margherita Scoccia del centrodestra e Massimo Monni di Perugia Merita. Ma il suo staff, però, racconta una versione diversa.

Andiamo, però, per gradi. Il primo passo l’ha fatto la stessa Ferdinandi con un post apparso sui suoi canali social: «Incontrare i giovani studenti – ha scritto – è sempre un dono. La loro energia e i loro occhi curiosi e aperti al mondo rappresentano la vera speranza di questa città. Ieri ho avuto l’occasione di confrontarmi con loro visitando la redazione del laboratorio di scrittura dell’Istituto Bernardino di Betto». Continua la donna scelta dal campo largo per la riconquista di palazzo dei Priori: «Sarebbe dovuto essere un dialogo a più voci alla presenza dei candidati e delle candidate a Sindaco di Perugia, per parlare di scuola, di sogni e bisogni di questa generazione». Conclude la candidata progressista: «Ma così non è stato. Nonostante gli accordi presi con il corpo docente, Margherita Scoccia ha chiesto e ottenuto di poterli incontrare separatamente, lasciando me e Massimo Monni Monni  fuori dalla scuola. Ricordo questo fatto spiacevole non per polemizzare con lei, ma per riaffermare l’importanza e il valore del confronto democratico. Ritengo che la coerenza e il rispetto degli accordi siano valori che la politica dovrebbe onorare sempre, specie quando ci si rapporta con le giovani generazioni. A loro servono esempi positivi di apertura e coraggio. Le convenienze o le strategie elettorali avrebbero potuto aspettare».

Chiamato in causa, il Di Betto ha provato a fare chiarezza su quanto organizzato dalla scuola: «La redazione del Di Betto Post ha intervistato i candidati alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Perugia: Vittoria Ferdinandi, per Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, Demos e realtà politiche civili e sociali, Margherita Scoccia per Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Movimenti Civici di Area Perugia Civica e Civitas, Monni Sindaco per Perugia merita. Puntuali e accorte le domande dei nostri ragazzi, attente e articolate le risposte dei candidati. I temi trattati sono stati diversi: la mobilità cittadina, soprattutto riguardo agli spostamenti degli studenti, la sofferenza del quartiere di Fontivegge, gli investimenti in materia scolastica e culturale».

E non è tutto. Nei commenti al post – ripresi anche dall’Ansa – la spiegazione si fa più approfondita: «In riferimento all’incontro di ieri pomeriggio, 14 marzo, tra la redazione degli studenti del ‘Di Betto’ Post’ e i candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative al Comune di Perugia la dirigente scolastica rende noto che non era stato concordato precedentemente alcun confronto tra i candidati ma solo delle interviste a ciascuno di essi e in orari differenti. Si fanno i nostri migliori auguri ai tre candidati, Vittoria Ferdinandi Massimo Monni Sindaco e Margherita Scoccia, ringraziandoli ancora per la cortesia e la disponibilità dimostrata ai nostri studenti».

A stretto giro di posta, lo staff di Ferdinandi riporta la propria versione dei fatti: «Il riferimento alla nota pubblicata dalla preside dell’Istituto Comprensivo Bernardino di Betto corre l’obbligo di precisare che la richiesta di invito a partecipare all’iniziativa promossa con alcuni studenti è stato inoltrato martedì 12 marzo con un messaggio che riporta testualmente “giovedì 14 presso la nostra aula magna riceviamo la Scoccia, quasi sicuramente Monni e Giottoli (che non ci risulta essere candidato sindaco, ndr). Può venire anche Vittoria Ferdinandi?”. L’indomani vengono presi  accordi per l’orario e chiesto di poter fare intervenire Vittoria Ferdinandi in apertura ovvero alle ore 15 così da poter onorare un altro impegno per un’intervista televisiva a seguire». Scrivono ancora dalla squadra della candidata del centrosinistra: «Giunti all’appuntamento in perfetto orario attendiamo la candidata Scoccia e rimaniamo in attesa dell’invito ad entrare in compagnia  del candidato Massimo Monni. Solo dopo qualche minuto prendiamo atto che la Candidata Scoccia era già in compagnia degli studenti perché la sua segreteria aveva chiesto di anticipare l’incontro». Terminano dallo staff di Ferdinandi: «Pur comprendendo l’imbarazzo per il disguido ribadiamo che nessun rappresentante della scuola ci ha parlato di interviste scaglionate e separate. Per altro, come è facile riscontrare dalle foto scattate le sedie riservate dietro alla scrivania era tre. Ma solo un candidato alla volta è stato fatto intervenire. Forse, se questa era l’intenzione della scuola valeva la pena precisarlo dato che gli altri candidati avevano entrambi capito che si trattava di un confronto con gli studenti alla presenza dei tre candidati».

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