DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – I risultati sono chiari. Fratelli d’Italia è il nuovo partito di riferimento dell’Umbria. Giorgia Meloni ha dato la carica e ha permesso al suo partito di sfiorare il 29% a livello nazionale che qui è diventato 32,64. Più di tre punti e mezzo sopra, segno che la scelta politica non si discute. Il risultato per Fratelli d’Italia umbro potrebbe essere ancora più squillante se arrivasse la conferma ufficiale dell’elezione a Bruxelles di Marco Squarta, attuale presidente dell’Assemblea legislativa. Squarta di fatto il risultato lo ha in tasca, però bisogna sempre attendere in questi casi. Per i meloniani però si apre il fronte della capacità di leadership del centrodestra che in Umbria si riproporrà da qui a qualche mese, quando ci saranno le elezioni per la Regione.
Se Fdi ride, il Pd umbro ha ritrovato vitalità: il 26,37 preso in Umbria, se non è un risultato in assoluto da far venir giù il teatro dagli applausi, visti gli antichi fasti, dice comunque che l’Umbria tiene la media ben sopra il 24 nazionale, che pure va considerato un ottimo risultato per Schlein. Consacra la segretaria nazionale e quella regionale e premia il variegato team di candidati messo in campo, tenuti insieme dal richiamo azzeccato e dalla forza straordinaria dello spin doctor che ha scelto (e che a Perugia alle comunali ha dato il meglio di sè). Anche se sarà interessante capire come voteranno sulla decisiva guerra in Ucraina sensibilità tanto diverse. Ottime chance di elezione per la spoletina Camilla Laureti.
I Cinquestelle vanno a picco come nel resto d’Italia, ma qui non sono mai stati una forza eccezionale. Diventeranno junior partner del Pd. Bisogna considerare positivo anche il risultato di Forza Italia, con la Meloni che faceva strike un po’ dappertutto, ma la riflessione a questo punto si sposta sulla Lega. Salvini, grazie a Vannacci, dà qualche segnale di vitalità. Ora la questione molto pratica è questa qui: il 7- che esce dalla consultazione nella versione umbra è da considerarsi sufficiente per blindare la candidatura alla Regione di Donatella Tesei? La riflessione si farà insieme col risultato di Perugia. Ma la riflessione ci sarà, insieme a una revisione radicale delle strategie comunicative del centrodestra.
Uno squillo a sinistra si è sentito e forte in queste elezioni. Non solo per il successo indiscusso della Schlein, che probabilmente cercherà di capitalizzare dentro il Pd nazionale, ma anche per il risultato, distribuito in tutte le Circoscrizioni in modo omogeneo, del duo Bonelli-Fratoianni (Avs), che hanno sfruttato al massimo la dicitura “Verdi”, che in Europa funziona alla grande, e tenendo a distanza il competitor diretto dell’ultim’ora, Michele Santoro. Su tracollo Bandecchi il discorso deve essere fatto a parte e lo faremo. Su altre implicazioni politiche del voto umbro torneremo.


