TERNI – Nella parrocchia di Sant’Antonio, santuario antoniano dei Protomartiri francescani, le celebrazioni per il patrono si concludono con la processione per le vie del quartiere, la sera di giovedì 13 giugno.
La festa di sant’Antonio a Terni ha un significato particolare essendo la vocazione minoritica di Antonio da Lisbona frutto della testimonianza dei Protomartiri francescani originari della terra ternana, inviati nella terra dei non cristiani, ossia la penisola Iberica e il Marocco. Dopo vari tentativi di predicare il Vangelo, cinque di essi furono uccisi a Marrakech; trasportati a Coimbra, i loro corpi straziati furono visti dal canonico agostiniano Fernando da Lisbona il quale, riconoscendo in essi i frati Minori incontrati precedentemente e ammirando la loro fede, volendo anche lui vivere la medesima radicalità evangelica centrò nell’Ordine minoritico con il nome di Antonio.
Questo assieme al fatto che proprio nel giorno di sant’Antonio, il 13 giugno del 1944, Terni fu liberta dall’occupazione straniera e la guerra terminò. Ma la pace è stata una promessa e un impegno che continua ancora oggi a livello locale e globale. Ecco perché la gratitudine a sant’Antonio quale “defensor civitatis” diventa una indicazione per una città e un mondo di solidarietà e giustizia, in quest’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della fine della guerra. Per tale motivo è stata restaurata la secolare statua lignea del Santo, e sarà offerto un giglio d’argento non solo quale segno di gratitudine ma anche come impegno a essere con lui costruttori di pace.




