Fratelli d’Italia, il viaggio della speranza non fa il miracolo

Una nutrita delegazione dei meloniani ternani va a Roma a chiedere la grazia. Ma il partito conferma l’alleanza con Bandecchi

TERNI – Sono tornati a Terni alle nove e mezza di sera, con la coda tra le gambe. Per tutto il pomeriggio hanno implorato, pregato , minacciato. Ma il responsabile nazionale dell’organizzazione di FdI, Giovanni  Donzelli, ha detto che il dado è tratto e che l’intesa tra il centrodestra  e il partito di Bandecchi per le regionali di novembre non può essere messa in discussione.

A Roma, in via della Scrofa, alle 18 in punto si sono presentati; il segretario regionale Emanuele Prisco, quello provinciale Alberto Rini, comunale Marco Cecconi; l’assessora regionale Paola Agabiti, la presidente del consiglio regionale Eleonora Pace, i consiglieri comunali Cinzia Fabrizi , Elena Proietti e Roberto Pastura. Presente anche il senatore Zaffini. Mancava solo Orlando Masselli, il più furente.

A riceverli, appunto, Donzelli, che ha pazientemente ascoltato ma che alla fine avrebbe ribadito che «la decisione resta alla coalizione», come dire che esiste una accordo  nazionale anticipato da Umbria7 al quale nessuno può sottrarsi. La delegazione umbra ha sostenuto che l’accordo con Bandecchi non sarebbe una somma aritmetica capace di fronteggiare il campo largo di Stefania Proietti, ma una operazione di sottrazione, in quanto soprattutto a Terni parte dell’elettorato di destra vede Bandecchi come il fimo negli occhi.

Bandecchi, secondo il ragionamento dei dissidenti di fratelli d’Italia, sarebbe l’avversario che li ha battuti alle comunali di maggio 2023 e soprattutto sarebbe il sindaco che si è letteralmente scagliato contro il gruppo consigliare di FdI.

Una contrapposizione non solo politica ma addirittura fisica, frenata in almeno un paio di occasioni solo dai vigili urbani in servizio d’ordine in consiglio comunale.

Per il gruppo di FdI e per il segretario provinciale, impensabile avere un ruolo in consiglio comunale una volta che Bandecchi avrà la casacca dell’alleato.

L’accordo ha già visto una stretta di mano nei vertici nazionali del centrodestra e di Ap, ma non è stato ancora ufficialmente siglato in quanto si è voluto dare tempo ai dissidenti di ingoiare il rospo.

In gioco c’è uno strappo che potrebbe essere di quelli fragorosi: gran parte dell’attuale gruppo di Fratelli d’Italia sarebbe pronto ad uscire dal partito e a confluire nel gruppo misto per continuare a fare una opposizione dura e pura.

Qualche nervosismo, seppur molto più tenue si registra anche nel gruppo consigliare di Alternativa popolare. Per 14 mesi la Regione e la presidente Donatella Tesei sono stati dipinti come i responsabili  di tutti i mali di Terni, Il sindaco Bandecchi, il vice Corridore e i consiglieri di Ap non hanno lesinato bordate su sanità, nuovo ospedale, canoni idrici, mancato accordo di programma, università.

Ora anche loro dovranno cambiare spartito e magari dire che tutto quello che non va è colpa dei governi di sette anni fa, della sinistra.

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