Il bilancio dell’operazione Kenny si conclude in profondo rosso, il Pd ternano ricomincia da zero

Il candidato sindaco che ha spaccato il fronte della sinistra se n’è andato dopo 15 mesi, mollando chi gli aveva dato fiducia e dando ragione al segretario umbro Tommaso Bori. Per ora il partito manda segnali di voler restare fortemente autonomo rispetto al regionale

M.Brun.

TERNI – Premessa: Josè Maria Kenny è un’ottima persona e un bravo professore. L’operazione Kenny candidato sindaco del Pd a Terni, a tutti i costi, è stata un fallimento completo.
Ogni persona ha il diritto all’autodeterminazione del proprio futuro, ci mancherebbe. Ma se decide di “servire” – è il termine che usano gli americani per dire che entrano nelle amministrazioni, dalla parte della maggioranza o da quella dell’opposizione poco importa – deve mostrare rispetto per i cittadini che lo hanno scelto e votato, per chi ha avuto fiducia in lui e non è giusto che venga abbandonato.
Quale senso di responsabilità c’è nello scegliere di andarsene? Quale rispetto per la città c’è nel mollare tutto e tutti dopo 15 mesi? Alla possibilità di una proposta di un lavoro interessante si poteva pensare prima di candidarsi, o no?
Ma dal punto di vista strettamente politico, l’operazione Kenny è davvero deficitaria per il Pd per tutto il centrosinistra ternano.
Con la candidatura Kenny il Pd ternano ha spaccato il fronte della sinistra, che solo unito poteva avere chance di successo. Per certo sarebbe andato al ballottaggio e probabilmente con un candidato solido e rappresentativo anche dell’ala moderata della sinistra poteva prevalere di fronte a un centrodestra diviso e così poco entusiasta nel correre. Ma di sicuro avrebbe evitato alla città di Terni l’epifania di Bandecchi, il sindaco che sputa.
Il Pd ternano ha fatto scelte, che oggi si mostrano così sbagliate, in contrapposizione con la segreteria regionale e Tommaso Bori. Il quale comunque non riesce tuttora ad espugnare il fortino dell’Umbria sud.
In realtà, dall’interno del forte, arrivano segnali di apertura ai campi larghi e larghissimi che furoreggiano in Umbria e in tutta Italia. Ancora però timidamente, passando per la candidata presidente alla Regione, Stefania Proietti. Non per Bori.
Fatto sta che il Pd ternano chiude l’operazione Kenny con un bilancio tutto in profondo “rosso” in quanto a consensi e strategia. E da qui si trova a dover ricominciare.

IL VIDEO

Perugia, consiglio comunale in piazza del Bacio. «Le comunità crescono insieme»

Una maxi affissione in Ast: «Abbiamo il diritto di avere le nostre centrali o di essere pagati da chi le ha espropriate»