Ast, dal rilancio alla crisi il passo è breve e passa tutto dal nodo energia

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Centinaia di posti di lavoro in bilico se non si trova una soluzione per abbattere il costo della bolletta alle aziende energivore. Mentre si è alla vigilia dell’ennesimo incontro a Roma sull’Accordo di programma

di Marco Brunacci

PERUGIA – Umbria7 aveva lanciato l’allarme, riprendendo parte dei dubbi espressi dalla Cgil nazionale, subito l’ultimo incontro al Ministero, mentre tutti ostentavano ottimismo.
Ora siamo a ore dal prossimo incontro a Roma per le Acciaierie e per l’ormai famoso Accordo di programma che avrebbe cambiato immagine e destino della città di Terni se fosse stato chiuso in tempi ragionevoli.
Oggi è cambiato il mondo. Tocca all’assessore De Rebotti (e alla presidente Proietti, ovviamente) come pure al sindaco Bandecchi pressare il Governo perché il piano di rilancio dell’acciaio si faccia.
Sapendo che non è il presunto “cattivo” Arvedi ad aver cambiato idea. È il mercato che ha dato segnali univoci e tutti negativi per il futuro dell’acciaio.
È stata per prima Umbria7 a dire che Arvedi poteva rinunciare al “caldo”, che non è una sorta di impuntatura del management ma la ovvia svolta di fronte ai tre segnali decisivi del mercato: di fronte alla crisi nera i semilavorati si possono acquistare a prezzi ultravantaggiosi in Asia; il tunnel nel quale si è infilata l’industria dell’auto e degli elettrodomestici non ha una via di uscita che possa essere intravista oggi; infine, nessuno fa niente di concreto per abbassare i costi dell’energia alle aziende che energia la divorano e pagano con un gap non più colmabile il divario con i competitor del resto del mondo.
Di fronte a questo fosco scenario, tutti si preoccupano dei dazi di Trump, che potrebbero perfino avere riflessi positivi sul mercsto occidentale, nessuno muove un dito sull’energia.
Nucleare e carbone, per motivi opposti, in Italia sono da considerare bestemmie. I player dell’energia (Enel) giocano una partita internazionale, non possono perdere denari per fare il tifo per le squadre italiane.
E il Governo? A sinistra se la prendono con la destra, ma la destra ricorda che se non c’è una politica industriale coerente in questo Paese è colpa della sinistra che non lo ha permesso.
Risultato? Per l’acciaio si apre una stagione di sole preoccupazioni e incertezze.
Dice: vabbè, sarà un problema di Arvedi.
Ahinoi, assolutamente no. Come segnalato da Umbria7 giorni fa, ci sono 400 posti di lavori che possono saltare in uno spazio di tempo minimo. Ma forse sono di più.
Fonti accreditate dicono che già da domani la trattativa per il rilancio di Terni potrebbe trasformarsi nell’inizio di una schermaglie che potrebbe finire – se va bene – con il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Forse è un eccesso di pessimismo. Magari il Governo un qualche asso da giocare ce l’ha, forse si rimette in piedi tutto il castello di carte dell’Accordo di programma.
Una cosa però è certa: il futuro dell’Acciaierie Ast passa per una intesa seria che consenta all’Azienda di abbattere i costi dell’energia.
Altrimenti solo nuvole, e altre nuvole ancora, si addenseranno sul cielo di Terni.

Il boato e la colonna di fumo, paura per l’aria dopo l’incendio in un’azienda

Cucine Lube CIVITANOVA vs Sir Susa Vim PERUGIA, 17ª giornata (6ª di ritorno) regular season Superlega Credem Banca - Campionato italiano di Pallavolo Maschile - Volley Volleyball presso PalaBarton Perugia IT, 19 gennaio 2025. Foto: [riferimento file: 2025-01-19/IMG_4311]

Quel muro invalicabile della Cucine Lube Civitanova che la spunta sulla Sir Susa Vim Perugia