TERNI – Sono giorni che Promise spolvera e sistema il suo market bar in corso Vecchio. Un angolo d’Africa nel centro della città dell’amore. «Vorremmo aprire per San Valentino, cioè tra due giorni, il 14 febbraio. Il locale è pronto e la merce è arrivata, dobbiamo solo sistemarla per bene e sbrigare le ultime pratiche amministrative». Promise, classe 1993, parla al plurale perché lei e suo figlio Andrea, di appena un anno e mezzo, sono una cosa sola. Anche quando mette i barattoli di pomodori sugli scaffali Andrea è con lei. «E’ per Andrea che apro questa attività. E’ per assicurargli un futuro, possibilmente a Terni, dove mi sono trasferita nel 2016 e dove è nato lui».
Promise, è una giovane mamma di origini nigeriane che decide di mettersi in gioco in un momento molto difficile per il commercio. In controtendenza rispetto al mercato: lei apre, tanti chiudono. «Ci provo. Ci credo e ci provo. Questa città mi ha dato tanto e io voglio ricambiare in termini di impegno». Una “promessa”. D’altro canto la giovane mamma di origini nigeriane si chiama proprio Promise (promessa) e il suo market bar, guarda caso, “Infinity Promise – Market and Bar”
Tra pacchi di pasta rigorosamente “made in Italy” e di qualità, scatolame e bevande, anche il fufu che serve a preparare piatti tipici del Ghana e della Nigeria, l’attieke (un cous cous di cassava fermentata tipico del Senegal e della Costa d’Avorio), il fonio, il teff . Per le pareti ha scelto il verde Umbria arricchito da immagini del suo Paese d’origine e per i prodotti da banco un po’ di prelibatezze italiane miste a quelle africane. Poi c’è l’angolo somministrazione.




