TERNI – La palla di fuoco che ha investito il trasporto delle scorie incandescenti, ha lasciato conseguenze pesantissime. Il giovane operaio di Trapojairvi è in fine di vita, in rianimazione all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. E tutta l’area a caldo è ferma perché senza il trasporto delle scorie non può produrre.
Un trasbordo che inevitabilmente è finito sotto accusa, anche perché ipotizzato dalle organizzazioni sindacali, che da tempo segnalavano lo stato di dissesto del manto stradale e la scarsa illuminazione dell’area. I rappresentati dei lavoratori avevano fatto presente all’azienda che il vastissimo piazzale sottoposto all’andirivieni dei mezzi d’opera era pieno di buche e buio. Secondo alcune ricostruzioni, proprio un sobbalzo anomalo del mezzo di trasporto potrebbe aver provocato la fuoriuscita delle scorie incandescenti, che poi hanno scatenato l’incendio del veicolo e l’infortunio del giovane conducente.
In queste ore la procura della Repubblica ha messo in campo i periti per effettuare i sopralluoghi necessari e per dar luogo alla esatta ricostruzione della tragedia. E sempre in queste ore sono in corsi interlocuzioni con l’azienda per riprendere le lavorazioni sotto accusa. Stavolta in sicurezza. Anche se al momento non è chiaro quali saranno gli interventi in campo. Di sicuro il trasporto e la lavorazione delle scorie rappresenta uno degli aspetti più delicati del ciclo di produzione di Ast, con un grosso impatto sull’ambiente e sulla salute dei lavoratori. Fasi di lavorazione che da tempo sono oggetto di critiche da parte dichi vive a ridosso dello stabilimento e di chi ci lavora all’interno.
Gli investigatori sono tutt’ora al lavoro. L’obiettivo è concludere gli accertamenti tecnici per garantire la ripresa delle attività. procedere nella giornata di oggi al dissequestro dell’area e consentire così la ripresa delle attività.


