AMELIA – Il primo consiglio comunale dell’era di Avio Proietti Scorsoni vede i maldipancia della destra e le battaglie procedurali della sinistra. Il sindaco ha nominato il suo esecutivo seguendo il numero di preferenze espresse dagli elettori: vice sindaco il super votato Alberto Rini, assessori Luigia moscatelli, Tommaso Agabiti, Antonella Sensini e Maria Teofrasti.
Ma qualcuno si è sentito escluso. Federica Proietti non ha mai nascosto le sue ambizioni di occupare una poltrona da assessore e, una volta incassata l’esclusione, ha rifiutato la presidenza del consiglio, preferendo addirittura di non far parte di alcuna commissioni. Anche Rita Valentini ha sdegnosamente rifiutato ogni organismo consigliare in quanto anche lei ambiva a fare l’assessore.
Bronci che non sembrano impensierire più di tanto il sindaco Avio Proietti Scorsoni, anche perché le due consigliere recalcitranti rimarranno nel perimetro delle destra: non andranno a dare manforte alla minoranza.
La sinistra, dal canto suo, nella prima seduta del consiglio comunale ha schierato le sue punte di diamante, Pompeo Petrarca e Nicoletta Valli, per dare battaglia sulle deleghe che il sindaco ha assegnato anche ai consiglieri comunali, ad iniziare dal nuovo presidente Marco Di Nicola Agostini. Per Petrarca e Valli il sindaco non avrebbe dovuto allargare il perimetro delle competenze. Ai due Dem risponde il vice sindaco Rini: «La prassi del consigliere delegato è diffusa in tantissimi consigli comunali e nessuna normativa lo vieta. E’ strano che si opponga ad un maggiore coinvolgimento chi, come la sinistra, ad Amelia parla da mesi di partecipazione, condivisione e rete allargata».

