Gianluca Tuteri
foto dalla pagina Facebook Gianluca Tuteri

Cellulari e videogiochi, genitori vigilate. Ma il problema vero sono i troppi disagi dei ragazzi di oggi

Uno studio su 4000 adolescenti alza il velo sul nodo della questione: padre e madre devono conoscere i propri figli per fare le scelte giuste all’età giusta per loro

DI GIANLUCA TUTERI*

PERUGIA – Non è l’abuso di videogame a condurre i ragazzi verso una psicopatologia, ma al contrario è una psicopatologia pregressa e misconosciuta a portare verso l’abuso di videogame.

A buon senso potevamo immaginarlo stante l’enorme diffusione dei device tra i giovani e il modesto seppur significativo sviluppo di una consequenziale dipendenza.
Ma questo è il compito della ricerca: dare o meno conferma attraverso il rigore della prova scientifica a ipotesi più o meno plausibili.
E allora, uno studio fresco di pubblicazione, svolto su oltre 4000 adolescenti, ha asseverato la questione in oggetto.
Dunque la prevalenza di disturbi del comportamento presente nell’otto percento degli adolescenti è da attribuire ad una specifica vulnerabilità di questi ragazzi.
A chi interessa questo risultato: ai genitori che prima di consegnare un telefonino o una video consolle dovrebbero domandarsi e domandare al medico se il proprio figlio è nelle giuste condizioni per affrontare l’uso di un device; ai medici per comprendere quanto è importante saper giudicare lo stato psicologico dei propri pazienti (e alla domanda di un genitore, se mai capitasse in futuro, se è giunto il momento di consegnare il telefonino al figliolo si dovrebbe porre la stessa attenzione di quando si rilascia ad un adulto, un certificato per l’uso di un’arma da fuoco). Valutare se le condizioni psicologiche del ragazzo sono adeguate all’uso di un device è un’importante opera di prevenzione del disagio mentale che può conseguire dall’uso improprio di questi strumenti. Intervenire a posteriori è sempre meno efficace e più difficile, tanto che la deprivazione del telefonino può causare anche delle vere e proprie sindromi da astinenza.
E allora smettiamo di anticipare l’epoca della consegna ai figli del device, smettiamo di farlo per “la nostra sicurezza”; non c’è un’età prestabilita ma per ognuno c’è un diverso momento per raggiungere la sufficiente preparazione per l’uso di strumenti apparentemente banali ma realmente complessi.

*Pediatra, ex vicesindaco di Perugia

Il copione del Verdi non cambia nemmeno a settembre

Bartoccini MC Restauri Perugia allenamento

Black Angels in preparazione: c’è l’amichevole con Scandicci