Aldo Meccariello (Centro per la filosofia italiana)
TERNI – La scomparsa di Dario Antiseri segna la perdita di una delle figure più autorevoli della filosofia italiana contemporanea. Nato a Foligno nel 1940, allievo di Karl Popper e instancabile divulgatore del razionalismo critico, Antiseri ha dedicato la sua vita allo studio della conoscenza, della libertà e del metodo scientifico, contribuendo a formare generazioni di studenti e lettori con una produzione scientifica vasta e influente.
Negli ultimi anni risiedeva stabilmente a Cesi, mantenendo un legame vivo con il territorio ternano anche sul piano culturale. Proprio a Terni prese parte al convegno internazionale di studi Federico Cesi e i primi Lincei in Umbria (24-25 ottobre 2003), curato da Vincenzo Pirro, intervenendo con una relazione dal titolo: La rivoluzione scientifica: che cosa cambia con essa.
Docente universitario alla LUISS, autore tradotto in numerose lingue e saggista di rilievo internazionale, Antiseri è stato anche coautore — insieme a Giovanni Reale — di alcuni tra i più diffusi manuali di storia della filosofia per la scuola superiore, strumenti didattici che hanno accompagnato per decenni la formazione culturale di migliaia di studenti italiani.
Il suo pensiero, profondamente segnato dall’eredità popperiana, difendeva l’idea che la verità non si possiede ma si cerca, e che il dubbio non è debolezza bensì metodo. Con lui scompare non soltanto un accademico di fama internazionale, ma un maestro capace di parlare a specialisti e giovani con la stessa limpidezza, convinto che la filosofia dovesse restare accessibile e civile, mai aristocratica. Restano i suoi libri, le sue lezioni e soprattutto quell’invito costante alla libertà intellettuale che ha attraversato tutta la sua opera: un’eredità destinata a continuare nel tempo.


