Teatro Verdi: tante chiacchiere, ma ormai tutto è deciso

L’amministrazione Bandecchi convoca il consiglio comunale aperto adesso che i lavori sono in dirittura di arrivo. IL DOCUMENTO

AURORA PROVANTINI

TERNI – E venne il giorno dei chiarimenti: il 20 aprile. Palazzo Spada ha partorito la data. Ha indetto il famoso consiglio comunale aperto sul Verdi, che i 500 firmatari della petizione popolare hanno richiesto  oltre un anno fa. Depositarono l’atto a  marzo 2025 e  il sindaco Bandecchi assicurò loro che la seduta di consiglio si sarebbe svolta entro il mese di settembre 2025. Poi, però, fu rimandata a dicembre 2025, al 16 marzo 2026, infine al 20 aprile 2026, con il fine lavori previsto per giugno 2027.  

L’apertura di Palazzo Spada alle proposte di modifica del progetto di ricostruzione del teatro comunale, che per i 500 esperti  «presenta oggettive criticità che ne comprometterebbero la funzionalità stessa», ufficialmente c’è sempre stata. Di fatto però, il progetto è rimasto quello che Bandecchi avrebbe buttato alle ortiche dal primo giorno che ha messo piede a piazza Ridolfi.

«Un gran peccato aver aspettato tutti questi anni (16, ndr) per poi ritrovarsi con un contenitore culturale che non ha niente a che fare con un teatro». I Cinquecento lo hanno messo per iscritto almeno due anni fa, quando ancora credevano alle promesse del sindaco, che sulla volontà di ricostruire il Verdi così come lo aveva concepito il Poletti, ci ha incentrato la sua campagna elettorale. Per mesi la giunta Bandecchi si è dichiarata intenzionata a buttare via il progetto della giunta Latini, che invece ha portato avanti con tanto di varianti in corso d’opera. Due, per l’esattezza. Nessuna delle quali ha considerato l’aumento dei volumi  come suggerito dai Cinquecento esperti di teatro. La proposta che avrebbero voluto avanzare i Cinquecento un anno fa, era di riacquisire i volumi del teatro storico innalzando di circa tre metri la sala spettatori. Invece Palazzo Spada è andato dritto per la sua strada, tracciata da Latini. E solo adesso Bandecchi accetta il confronto con una bella parte del suo elettorato.

E il costo, per i ternani, è di circa 3mila euro tra gettoni di presenza e personale comunale da dedicare alla seduta di consiglio.

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