TERNI – La comunità diocesana ricorda il vescovo mons. Franco Gualdrini, che è stato il pastore della chiesa di Terni, Narni e Amelia dal 1983 al 2000, nel 16esimo anniversario della morte, sabato 21 marzo alle ore 17, 30 con la celebrazione nella cattedrale di Terni, presieduta da mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia e concelebrata da mons. Francesco Soddu amministratore apostolico della diocesi di Terni-Narni-Amelia, e con la preghiera nella cripta della cattedrale, in cui si trova la tomba di mons. Gualdrini.
Al termine della celebrazione, alle 18.30, la Fondazione Ofelia Scala Gualdrini, voluta dallo stesso mons. Gualdrini nel 2007, lo ricorderà con il concerto del Coro del Liceo Musicale “F.Angeloni” di Terni, omaggiando la passione per la musica e in particolare quella dedicata a Maria che ha contraddistinto sempre la vita sacerdotale di Gualdrini, e che lo aveva portato a realizzare un festival della canzone “Inedito per Maria”.
La Fondazione Gualdrini consegnerà due borse di studio a due studentesse del Liceo Musicale per il merito nello studio e per valorizzare le competenze musicali future.
Mons. Franco Gualdrini, per diciassette anni ha guidato la diocesi di Terni-Narni-Amelia come pastore buono e generoso, ha profuso le sue energie per la crescita della Chiesa diocesana, impegnato a guidare la comunità nel servizio del Vangelo, attento al mondo di oggi, indicando a tutti le vie affascinanti della sequela di Cristo, in una visione della Chiesa tutta ministeriale dei laici, presbiteri e persone consacrate, giovani e adulti.
Aveva accolto con gioia il Vaticano II e lo riteneva una grazia straordinaria per la Chiesa, perché mostrasse sempre più i tratti di una comunità dei fedeli, di una grande famiglia radunata dal Signore per comunicare agli uomini il Vangelo della salvezza. Egli mise in atto tutta la sua capacità educativa, amando e rispettando tutti, preti e laici, uomini e donne, le donne in maniera particolare, per edificare la famiglia diocesana sulla prospettiva del Concilio. Amava molto il colloquio con tutti perché ciascuno potesse scoprire le proprie responsabilità e assumerle. E poi quello spirito missionario che animava le sue opere, l’amore preferenziale per i poveri, per i giovani.
Un ministero vissuto sempre a contatto con la gente, nelle due visite pastorali con cui ha voluto conoscere da vicino e sistematicamente tutte le Parrocchie e tutte le più svariate realtà presenti in Diocesi. La costituzione della missione in Africa, la particolare devozione alla Madonna testimoniata anche dalla costruzione dell’edicola della Madonna del Popolo in piazza della Repubblica e dal festival della canzone Inedito per Maria, e una fondazione dedicata alla mamma Ofelia Scala Gualdrini per la promozione della donna. Ha voluto che tutte le forme associative si esprimessero con libertà e responsabilità. Gualdrini è stato un vescovo spesso presente in piazza pronto a testimoniare il suo coinvolgimento nella vita sociale, oltre che religiosa, della diocesi. Un ricordo che è prosecuzione del suo messaggio, per non disperdere lungo la via la speranza e la forza che ha trasmesso, per non rallentare il ritmo vigoroso che ha impresso, con ammirevole costanza.



