TERNI – Il progetto di riqualificazione del Campus di Pentima segna un punto centrale per lo sviluppo della città e del suo sistema produttivo. L’obiettivo è trasformare l’infrastruttura esistente in un hub moderno capace di integrare alta formazione universitaria e mondo del lavoro. I consiglieri di maggioranza Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi (PD), sottolineano l’importanza di questo passaggio fondamentale per il territorio: «Si tratta di un’infrastruttura pubblica che da anni attende una piena valorizzazione e che oggi viene finalmente collocata dentro una visione chiara: diventare un punto stabile per la formazione universitaria avanzata, la ricerca e l’innovazione, in connessione diretta con il sistema produttivo del territorio» spiegano i rappresentanti dell’aula legislativa dell’Umbria. Il piano prevede il recupero di volumetrie attualmente non sfruttate, con un focus particolare sugli ex spazi Isrim, per dare vita a laboratori multidisciplinari e aree dedicate al co-working. L’approvazione del Documento di Fattibilità da parte della Giunta ha aperto la strada a una fase operativa che punta a garantire efficienza energetica, sicurezza e nuovi servizi per la popolazione studentesca. Il concetto alla base dell’intervento è quello di un luogo identitario e riconoscibile. «C’è anche un’idea chiara di identità, con la costruzione del «Pentima Campus» come luogo riconoscibile, dove pubblico e privato collaborano per generare nuove opportunità» affermano i consiglieri, evidenziando come la cooperazione tra diversi attori sia il motore del cambiamento.
In un periodo caratterizzato dalle sfide della transizione digitale ed energetica, la formazione di nuove competenze diventa l’asset principale per la competitività industriale di Terni. «Pentima può tornare a essere un punto di riferimento per Terni, in una fase in cui il territorio è attraversato da trasformazioni importanti legate alla transizione energetica e digitale e agli investimenti nel comparto industriale» proseguono Proietti e Filipponi. La sfida ora si sposta sul rispetto dei cronoprogrammi e sulla sinergia tra Regione, Università e Comune. Il lavoro istituzionale proseguirà con un monitoraggio costante per assicurare che la progettazione si traduca in risultati concreti per l’intera comunità.


