TERNI – Il salone d’ingresso della residenza protetta di Collerolletta si trasformerà nel foyer di un teatro dell’opera in cui le poltrone in prima fila saranno le sedie a rotelle dei suoi ospiti, che interagiranno col racconto di un redivivo Gennaro Pepe interpretato da un funambolico attore. Appuntamento con «Riaccordiamoci» mercoledì 27 maggio, alle 10 e 30, con lo spettacolo multisensoriale prodotto dall’associazione Claudio Conti guidata da Tomassina Ponziani, ideato e diretto dall’attore e registra Stefano de Majo nell’ambito del progetto di teatro sociale che, nel nome dell’auto mutuo aiuto, unisce ed esalta le due opposte stagioni della vita della fanciullezza e della vecchiaia, troppo spesso lasciate ai margini della società. Lo spettacolo prenderà vita da un vecchio pianoforte scordato che un bizzarro personaggio del passato, Gennaro Pepe, donò molti anni fa agli anziani della residenza protetta di Collerolletta. «Ora Gennaro non c’è più – dice de Majo – ma è rimasto quel suo dono silente in un angolo, come una sentinella all’ingresso della struttura, apparentemente un pianoforte in disuso che l’usura del tempo non consente più di accordare al meglio, ma nessun dono potrà mai essere completamente scordato».
La maestria di uno storico accordatore, Ennio Ciaramellari e di un grande pianista di livello internazionale, Angelo Bruzzese, sapranno far risuonare come per incanto il pianoforte di Gennaro Pepe, ad accompagnare le coreografie di Marika Brachettoni, talentuosa danzatrice classica dell’accademia internazionale di Roma. «In fondo anche gli ospiti di una casa per anziani sono antichi strumenti scordati, scordati non solo nelle corde ma anche dal tempo che, se sollecitati, toccati nei giusti tasti da mani sapienti e disponibili all’ascolto, possono raccontare storie incredibili, donando armonia e ed emozioni». Saranno i giovani studenti dell’Istituto Casagrande di Terni indirizzo socio sanitario a tenere per mano tanti nonni ospiti della struttura per anziani che, col personale socio sanitario al completo, interagiranno e danzeranno con gli artisti sulla scena. «Un surreale concerto mosso dal reciproco scambio di emozioni tra artisti, operatori sanitari, giovanissimi e anziani, dove chi aiuta chi lo scopriremo solo alla fine del viaggio» dice Stefano de Majo.


