TERNI – La fusione con Terni, cento anni fa, non ha funzionato. Lo spiega bene il Comitato per la costituzione del Comune di Collestatte e Torreorsina nella documentazione inviata alla Regione la mattina del 16 aprile. «Dal 1927 ad oggi, anno della cancellazione dell’antica municipalità, è stato un susseguirsi di carenze di servizi per i residenti. Ora, non chiediamo di fare un Comune in più, ma di rimettere a posto una stortura della storia, restituendo autonomia ad un territorio».
All’indirizzo di Palazzo Donini, la richiesta di incontro con la governatrice Proietti e la sua giunta. «Parallelamente, abbiamo chiesto a Palazzo Spada di sostenere la nostra proposta, ribadendo che la necessità di restituire autonomia a Collestatte e Torreorsina non nasce da un sentimento “secessionista”. Terni è e rimarrà la nostra città di riferimento, così come lo è per tutti i piccoli comuni della provincia». «Con l’istituzione del Comune di Collestatte e Torreorsina potremmo cogliere quelle opportunità che la Regione, lo Stato e l’Unione Europea riservano alle comunità rurali come le nostre», affermano Andrea Cruccolini e Jonathan Monti, fondatori del Comitato.
«Abbiamo inviato alla Regione anche una scheda con i confini del 1927 e la sede individuata per il Municipio, che è già di proprietà comunale e nella fase finale di ristrutturazione. La Cascata delle Marmore (il cui corso d’acqua è l’esatto confine storico con il resto del Comune di Terni) e le sue risorse sono e rimarranno un bene di tutto il territorio. Già a gennaio avevamo dimostrato che il 78 per cento della somma delle risorse dei canoni idrici e dei biglietti della Cascata delle Marmore rimarrebbero al Comune di Terni».


