PERUGIA – “Fuga di personale, servizi senza dirigenti, uffici scoperti e oltre 40 milioni di euro del Pnrr fermi nelle maglie della burocrazia regionale: è il quadro allarmante che emerge dalla situazione della Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria e che certifica il fallimento della riorganizzazione avviata dalla Giunta Proietti”. È quanto afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per fare piena luce sullo stato organizzativo della Direzione Salute, denunciando una situazione che sta portando a “una paralisi amministrativa che rischia di compromettere l’efficienza dell’intero sistema sanitario regionale, rallentando investimenti, programmazione e servizi destinati ai cittadini umbri”.
“Dai dati ufficiali emerge una situazione estremamente preoccupante – afferma Giambartolomei –. A fronte di undici servizi attivi della Direzione Salute, oggi sono presenti soltanto sei dirigenti e quasi la metà delle strutture apicali è affidata a incarichi ad interim. Ancora più grave è il fatto che il Servizio Programmazione dell’assistenza territoriale, strategico per il futuro della sanità umbra, continui a essere privo di una guida stabile nonostante la procedura concorsuale sia terminata da mesi”.
Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, la riorganizzazione voluta dall’attuale amministrazione regionale non solo non avrebbe rafforzato la struttura, ma avrebbe finito per accentuarne le fragilità. “Su quaranta nuove sezioni istituite, cinque risultano ancora vacanti, un dato che da solo racconta il fallimento di un’operazione presentata come un potenziamento della macchina amministrativa. Nel frattempo diversi funzionari storici hanno lasciato la Direzione Salute, privando il settore di competenze ed esperienza maturate negli anni. Un segnale evidente di un malessere organizzativo che non può essere ignorato”.
Per Giambartolomei le conseguenze della situazione interna alla Direzione Salute stanno già producendo effetti concreti sull’attività amministrativa della Regione. “La struttura che governa un sistema sanitario da oltre 12 mila dipendenti e che assorbe più dell’80 per cento del bilancio regionale non può funzionare con organici ridotti e continui incarichi ad interim. Le difficoltà organizzative stanno rallentando dossier fondamentali come le assunzioni, la programmazione sanitaria, le autorizzazioni e il governo delle liste d’attesa, che continuano a rappresentare una delle principali emergenze per i cittadini umbri”.
Particolarmente preoccupante, secondo il consigliere regionale, è la situazione relativa ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “La paralisi burocratica rischia di bloccare oltre 40 milioni di euro destinati all’Assistenza Domiciliare Integrata, risorse fondamentali per rafforzare le cure territoriali e garantire servizi ai pazienti più fragili. A questo si aggiunge il rischio di compromettere il raggiungimento degli obiettivi previsti per Case e Ospedali di Comunità, pilastri della riorganizzazione della sanità territoriale finanziata dal Pnrr”.
Per Giambartolomei “il problema non è più la distanza tra le promesse e i risultati, ma quella tra la narrazione della Giunta e la realtà. Per mesi agli umbri è stato raccontato di un presunto buco da 243 milioni di euro per giustificare una delle più pesanti stangate fiscali degli ultimi anni attraverso l’aumento dell’Irpef. Poi, però, i numeri sono stati progressivamente ridimensionati dagli stessi atti e dalle stesse verifiche contabili. Ci avevano promesso liste d’attesa ridotte e una sanità più efficiente, ma cittadini e operatori continuano a fare i conti con ritardi e criticità. Oggi ci raccontano una riorganizzazione che dovrebbe rafforzare la Direzione Salute, mentre i fatti parlano di personale che se ne va, uffici scoperti e oltre 40 milioni di euro del Pnrr ancora bloccati”.
“Quando la narrazione politica si allontana troppo dalla realtà, il rischio è che a perdere fiducia non siano le opposizioni ma gli umbri stessi” conclude Giambartolomei.


