di Marco Brunacci
PERUGIA – Collegamenti dell’Umbria anno zero? Sì, ma non si vede l’anno uno. A Perugia compaiono progetti alternativi al Nodo, le strade d’ingresso alla città da sud, e questo fa concludere che non ci saranno strade per una generazione intera. Per i treni siamo ai comunicati congiunti contro le Ferrovie insieme con i pendolari, segno che non ci sono
soluzioni. Per l’Alta velocità ferroviaria abbiamo ufficialmente rimesso nelle mani della Toscana l’ipotesi della stazione della Media Etruria a Creti, l’unica praticabile al momento, per fantasticare su una Foligno-Terontola che non si farà entro questo MIllennio.
Sulla ipotesi di collegare l’aeroporto San Francesco alla rete ferroviaria invece siamo a un curioso bivio, del quale si parlerà in Assemblea legislativa appena tornerà a riunirsi, dopo lunghe ferie, per iniziativa del consigliere di opposizione ed ex assessore al ramo, Enrico Melasecche.
La questione: la Giunta Proietti ha optato per bloccare il progetto che prevedeva la realizzazione di una stazione ferroviaria a Collestrada, da collegare, attraverso servizio navetta, all’aeroporto.
In campagna elettorale, il campo largo aveva giustamente illustrato le meraviglie di un progetto che invece prevede l’arrivo della ferrovia direttamente al San Francesco.
Giusto così si fa.
Ma c’è un problema che tecnici esperti hanno quantificato: se il progetto della Giunta di centrodestra costava 7 milioni, era realizzato di concerto con RFI, non prevedeva e non prevede consumo di suolo e si sarebbe anche appoggiato all’area di parcheggio esistente, quello esposto da Proietti in campagna elettorale ne costa 360-380 di milioni.
L’aeroporto in questo momento sta battendo i record di passeggeri. Ma ha iniziato a farlo dopo l’investimento deciso dalla precedente giunta e va avanti con quell’abbrivio.
Si aggiunga che l’Italia tutta è in pieno trend turistico positivo, anche se qui iniziano a esserci guai al Trasimeno, lasciato al proprio destino per troppi mesi e che doveva essere aiutato dall’intesa con la Toscana e dalla diga di Montedoglio. Nessun calcolo fu più sbagliato.
L’aeroporto va avanti in questo contesto come fosse una molla caricata. Ma investimenti ulteriori rispetto a quelli già previsti non se ne vedono.
Non solo: le amministrazioni comunali di Perugia e di Assisi, che hanno i maggiori vantaggi dal traffico aereo, continuano a non pagare la loro quota e però detengono ugualmente quote societarie importanti.
Un’innovazione del diritto, che solo da queste parti può essere tollerata.
Ma il progetto delle meraviglie – a proposito: esiste qualche piano concreto? qualche relazione tecnica? un qualunque studio, magari non simile a quello sui siti del presunto nuovo ospedale di Terni? o siamo alle solite chiacchiere? – rischia di sconfinare nel ridicolo.
Tutti pronti ad applaudire se si riescono a portare in Umbria 360-380 milioni per realizzare una stazione dentro un piccolo aeroporto che è stato superato da altri vicini e non sta affatto volando verso il 1 milione di passeggeri, ma piuttosto avanza lentamente, come detto, in base al movimento della molla caricata.
Tutto fa pensare che questi soldi non ci saranno mai, in compenso non si farà un’opera ragionevole come quella della stazione di Collestrada, per l’unico motivo che si riesce a capire: per la Giunta in carica, quello che conta, dopo quasi due anni, è la propaganda. Non l’azione di governo in una piccola regione che ha bisogno di tutto.
Lontani dal modo di fare del centrodestra ma anche di 50 anni di centrosinistra storico.


