IL VALENTINO
Caro direttore,
ormai la Ternana calcio, società dalla storia gloriosa, si prepara a fallire.
E’ facile prevedere che il 13 non ci sarà la ricapitalizzazione.
Al 99% la storia sembra davvero terminata, con i Rizzo che non sembrano abbiano intenzione di intervenire, anche se ne usciranno con le ossa rotte e ne pagheranno un prezzo.
Ma a Terni e in Umbria non si capisce che il problema non è il fallimento di una squadra di calcio, ma quello della classe dirigente di un’intera regione.
Sembra che siano, a destra come a sinistra, Bandecchi come altri, ad attendere il momento per poter puntare il dito l’uno contro l’altro, invece di riconoscere che questo è il fallimento di tutti, che mette a repentaglio il futuro della piccola Umbria.
Se qualcuno pensa poi di poter usare Bandecchi come capro espiatorio è ancora più miope degli altri. Certo, Bandecchi ha responsabilità, ma è anche l’unico che è riuscito a dare voce alle giuste
rivendicazioni dei ternani, con una voce netta che nè a destra nè a sinistra si era sentita.
Bandecchi è semmai la conseguenza del fallimento, non il responsabile.
Ma non è l’accusarsi, uno contro l’altro, che può salvare dalle colpe evidenti. Prendersela con Tizio o Caio, o addirittura con chi “c’era prima”, invece che assumersi responsabilità.
Dove sono gli assessori e i consiglieri di maggioranza e di minoranza che dovrebbero essere i paladini dei legittimi interessi di Terni?
Mai si era vista una Regione così lontana da Terni: l’assessore De Rebotti sembra ancora il sindaco di Narni e sembra interessato soprattutto a far realizzare l’ospedale di Narni-Amelia. L’assessore De Luca,
buona volontà forse, ma tutto da scoprire, per ora è soprattutto il rappresentante della sua parte politica, non della città.
Terni non c’è in Giunta e non c’è ai vertici dell’Assemblea legislativa. Non era mai successo.
Il partito di maggioranza (il Pd), a Terni e in Regione, mai aveva avuto nessuna voce in capitolo come in questo momento.
Possibile non si capisca che penalizzare Terni e la sua economia, come si sta facendo, significa penalizzare l’Umbria intera, 850 mila abitanti, che devono trovare il modo di collaborare, di giocare in
squadra, altrimenti Terni sarà risucchiata su Roma e Perugia diventerà l’inutile capoluogo di se stesso, visto che le trasversali sulle Marche poco hanno portato, se non per le zone appenniniche, e oggi sono niente altro che un modo più rapido per andare al mare.
In particolare, in questo contesto, la presidente Proietti non ha affatto compreso la posta in palio.
Noi siamo qui, sicuramente con tutti i ternani, per affermare che le regole vanno rispettate. Ma a Terni come a Perugia.
Progetto e delibera dello stadio clinica doveva essere rivisto? Si doveva aprire un confronto politico.
Rivolgersi al Tar è il fallimento della politica. E alla fine ingiustizia è fatta: le cliniche private convenzionate sono tutte nel Perugino.
Si dice: il privato, anche se convenzionato, non è il problema perchè la priorità è l’ospedale pubblico? Infatti. Sull’ospedale ternano non c’è alcun progetto, niente soldi. Niente, se non tante chiacchiere
e altre chiacchiere. La Giunta regionale penalizza Terni in sanità come in economia.
E la Giunta paga un prezzo alto alle pulsioni estremiste della sua maggioranza e la presidente Proietti non sa come bilanciarle. la Giunta si avvantaggia solo della mancanza di proposte alternative
dell’opposizione, su questo fronte non pervenuta.
E qui torniamo all’inizio: il fallimento della Ternana calcio è il fallimento di una classe politica, ternana e regionale. Un’ipoteca, pesante come un macigno, che peserà sul futuro di Terni e di tutta la regione.


