di Marco Brunacci
PERUGIA – Avevamo anticipato la notizia, ma ora dobbiamo cambiare la rubrica. Non più “Cose dell’altro mondo”, ma “Scusate l’anticipo”.
Lo confessiamo: a Umbria7 sembrava un’idea – diciamo – lunare, di una stravaganza da “Pippo Pippo non lo sa, ma quando esce ride tutta la città”.
Sbagliato.
È il cardine intorno al quale si muove il nuovo imperdibile Piano sanitario regionale, attualmente al vaglio dell’Università, ma che promette di avere effetti devastanti.
La Regione intende fare una Asl unica (non più due, con sedi a Perugia e Terni) con sede a Foligno.
Come mai Foligno? Da un punto di vista strettamente politico può essere giustificato in due modi:
- Foligno, dopo aver avuto tutto con Rita Lorenzetti ai vertici della Regione, oggi ha nel governo Proietti solo Flagiello, che ha sfilato a M5s il molto ben remunerato ruolo di leader maxima di Villa Umbra sud (ed è ormai certo che gli ex grillini verranno risarciti con Ciprini all’Arpal, sempre che alla maggioranza riesca di fare la riforma dell’Agenzia).
- Foligno è vicino ad Assisi, patria amata della presidente Proietti.
Per tutto il resto questa idea ha profili che uno non ci crede, da chiedere al vicino di farsi dare un pizzicotto.
La Giunta toglie a Perugia ma soprattutto a Terni, già penalizzata in tutti i modi dalla giunta regionale, la sede Asl?
Ma possibile che sia Perugia che – soprattutto – Terni abbozzino, facciano finta di niente?
Ma volete sapere il massimo: come sede è stata indicata una palazzina nella quale non c’è sicuramente posto per ospitare gli impiegati.
A proposito: quanti sono? E chi lo sa. Più di duemila sicuro, meno di tremila forse.
Ma sentite la soluzione: compriamo una sede nuova. Con quali soldi? Quelli sottratti con le super tasse ai cittadini?
Domani pronti per la prossima puntata sulla riffa dei distretti sanitari da realizzare: 3-5-7? Tombola.

