Secondo Betti, Umbria7 sente le voci. Ma se non si sbrigano vedranno le Asl di Perugia e di Terni che si muovono verso Foligno (e non sarà un miracolo)

Domani maggioranza di centrosinistra riunita in conclave “segreto” per decidere sull’incredibile inserimento nel Piano sanitario (Pssr) della Asl unica nel “centro de lu munno”. Da Terni ai niet di cdx si aggiungono quelli di csx (Marina Sereni, Di Girolamo, Cipolla). Ma la partita è ancora aperta

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ha ragione l’ottimo capogruppo del Pd in Assemblea legislativa, Christian Betti, ex sindaco di Corciano, esperto di smaltimento di rifiuti e quindi sicuramente sotto choc dopo aver dato il via libera al piano De Luca dei rifiuti.
Per non consentire al centrodestra (mozione Melasecche, Pace, Pernazza) di discutere della questione Asl unica a Foligno in maniera urgente in Assemblea, ha sostenuto che si tratta di “voci”.
Dato che queste “voci” sono state riportate per lunghi giorni solo da Umbria7, ci troviamo a dover ammettere: l’ottimo capogruppo ha ragione, ascoltiamo le “voci”. Per fortuna le riportiamo, per quanto sembrino incredibili, e poi sempre con maggior stupore ci rendiamo conto che la realtà in Umbria supera stabilmente la fantasia.
Umbria7 quindi sente le “voci”, ma se le persone con raziocinio non bloccano il progetto, domani nella riunione di maggioranza in conclave in località segreta, che sveleremo, per gli appassionati di mistery, non prima delle 12 di venerdì 24, l’Umbria vedrà muoversi come “madonne pellegrine” le Asl da Perugia e da Terni verso Foligno. E non sarà un miracolo.
Come abbia scritto e riscritto, l’idea di mettere una Asl unica a Foligno non è neanche nuova. Apparteneva a quegli sforzi, andati tutti in malora, per razionalizzare la sanità nella piccola regione da 850mila abitanti, un quartiere di Roma.
Si concluse che la soluzione Foligno era da considerarsi un’amenità, piuttosto si doveva perseguire la strada di una sola Asl a Terni e di una sola Azienda a Perugia. Ma anche questa ipotesi si perse per strada, bersagliata dalle critiche, molte anche fondate.
Oggi, se proprio uno volesse immaginare una razionalizzazione, potrebbe venire buona un’altra idea non nuovissima ma praticabile: due Asl (esattamente dove sono ora) e una sola Azienda ospedale su due plessi funzionali (Perugia e Terni). Ma questo prevede che domani, in località segreta, la maggioranza dica che la “voce” di Foligno è stata una sbandata.
Possono aiutare i “maggioritari” due pilastri del Pd, Marina Sereni e Leopoldo Di Girolamo, e molti altri che di sinistra sono e che si sono espressi chiaramente. Da Giovannini a Cipolla (Cgil).
Nel centrodestra sono stati molto reattivi almeno a Terni: Melasecche ha promesso un referendum per portare la seconda città dell’Umbria nel Lazio, Pace e Pernazza hanno lasciato il fioretto per la sciabola e pure per la clava, affermando che è inammissibile che la Giunta regionale continui a trattare così la città e tutta la provincia ternana.
Domani sera Umbria7 si augura di ascoltare voci diverse. Per Terni sarebbe un affronto, per Perugia poco meno, per tanti territori dell’Umbria (dal Trasimeno, all’Appennino, all’Alto Tevere, una scelta incomprensibile.

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