PERUGIA – “Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato le modifiche al regolamento della Consulta per la famiglia, introducendo una revisione complessiva dello strumento con l’obiettivo dichiarato di rafforzarne il ruolo e aggiornarne il funzionamento”: a dirlo è il consigliere comunale di FdI, Nicola Volpi.”Il provvedimento, come illustrato in aula – prosegue – nasce dall’esigenza di adeguare il regolamento al mutato contesto sociale e normativo, rafforzando la funzione della Consulta quale sede stabile di confronto, ascolto e proposta tra Amministrazione, servizi territoriali e realtà sociali”.
Nel corso del dibattito, il consigliere comunale Nicola Volpi ha richiamato “l’importanza di mantenere il confronto su un piano istituzionale e nel merito delle scelte adottate. Il regolamento approvato nel 2020 – ha evidenziato – definiva già con chiarezza la Consulta come luogo di confronto tra Amministrazione e associazioni rappresentative del territorio, con una funzione consultiva e propositiva ben delineata”.
Volpi ha inoltre sottolineato come il percorso di attivazione della Consulta abbia inevitabilmente risentito della fase pandemica: “Si tratta di uno strumento che, pur approvato nel 2020, ha potuto esprimere una piena operatività solo dopo la fase più complessa legata al Covid, tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Un elemento che merita di essere considerato nel valutare oggi l’opportunità e la portata delle modifiche”. Le modifiche approvate intervengono su tutti gli articoli del regolamento, con l’obiettivo di ampliare le finalità, rafforzare il raccordo con i servizi e riconoscere esplicitamente la pluralità delle forme familiari .
Nel suo intervento, Volpi ha evidenziato come la Consulta, nella sua impostazione originaria, avesse già dimostrato di essere uno spazio inclusivo e rappresentativo:
“La presenza, nel tempo, di realtà associative diverse per ambiti e sensibilità ha dimostrato nei fatti che questo strumento era già in grado di garantire pluralità e partecipazione”.
“Nel merito delle modifiche – ha aggiunto – è importante mantenere un equilibrio tra aggiornamento degli strumenti e coerenza della loro funzione. La Consulta, per come era stata costruita, aveva già dimostrato di poter includere realtà diverse e rappresentare il territorio senza necessità di interventi che ne ridefinissero l’impianto”.
“Per questo è utile distinguere tra miglioramenti di carattere tecnico, che possono rendere uno strumento più efficace, e modifiche che rischiano di intervenire su aspetti che nella pratica avevano già trovato un equilibrio e una capacità di funzionamento”.
Volpi ha infine richiamato l’attenzione su un quadro più ampio delle politiche familiari cittadine, sottolineando la necessità di affiancare al lavoro regolamentare una piena attivazione degli strumenti già esistenti.
“Accanto al dibattito sulle modifiche – ha evidenziato – resta centrale il tema dell’effettiva operatività dei servizi rivolti alle famiglie. Il Centro per la famiglia di via Diaz, ad esempio, ha rappresentato negli anni un presidio importante di ascolto, supporto alla genitorialità e accompagnamento delle fragilità, ma ad oggi risulta ancora in attesa della piena riattivazione attraverso il nuovo bando. Si tratta di un servizio concreto, già strutturato, che merita continuità e tempi certi”.
Il consigliere ha quindi richiamato anche il tema della Culla per la vita:
“Parliamo di uno strumento di tutela fondamentale, che garantisce sicurezza e anonimato per i neonati e supporto alle madri in difficoltà. Anche su questo fronte ho ritenuto necessario sollecitare l’Amministrazione, perché si tratta di interventi che incidono direttamente sulla tutela della vita e sul sostegno alle situazioni più delicate”.
“Si tratta di questioni che ho già posto anche in altre sedi istituzionali – ha aggiunto – anche alla luce del recente confronto in Commissione sulle politiche per la natalità e la famiglia, dove è emersa la necessità di passare da enunciazioni generali a interventi concreti”.
“Il punto – ha concluso Volpi – è mantenere l’attenzione su ciò che incide realmente nella vita delle famiglie. È giusto aggiornare gli strumenti, ma è altrettanto fondamentale renderli operativi e funzionanti. Le famiglie hanno bisogno di servizi concreti, continui e accessibili, oltre che di strumenti regolamentari ben definiti”.

