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L’export del vino umbro vale 30 milioni di euro. «Il settore va sostenuto»

L’appello di Coldiretti Umbria

PERUGIA – «Il nostro settore vitivinicolo va sostenuto, ora a maggior regione vista la fase di forte pressione ed incertezza che sta attraversando a causa anche delle dinamiche geopolitiche»: a dirlo è stato il presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti presente a Verona a Vinitaly insieme a decine di cantine socie e ad Aprol Umbria. Quello vitivinicolo umbro, ha aggiunto, è un settore «con circa 13.000 ettari vitati e oltre 30 milioni di euro di export nel mondo, esprime al meglio, anche all’estero, l’eccellenza di una filiera che nel tempo ha saputo investire e innovare, per crescere e migliorarsi, a cominciare dalla sostenibilità ambientale e nel rapporto di fiducia con il consumatore».
Coldiretti ha chiesto a gran voce di liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche. Il tutto, secondo l’organizzazione, farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali.
«Serve premiare la qualità del nostro vino – ribadisce la presidente nazionale Fondazione Campagna Amica e Presidente Coldiretti Terni Dominga Cotarella – che si fonda sul legame con i territori di produzione, importanti anche in chiave turistica, visti i numerosi appassionati che si avvicinano a cantine e vigne emblema di tante nostre colline e dell’enogastronomia e del cibo della tradizione». Un patrimonio, aggiunge Cotarella, che «va sostenuto puntando su identità, distintività, qualità, innovazione e capacità di creare valore. Il nostro vino è salute, cultura, economia, turismo, per questo non ci stancheremo di tutelarlo e promuoverlo in ogni occasione. Il legame del vino con il cibo della tradizione italiana e l’enoturismo, rappresentano oggi risorse su cui poter potenziare tutto il comparto».

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