Ternana nel baratro/I dubbi dei giocatori, la certezza del fallimento

Le perplessità sulla trasferta a Sestri Levante, l’appetibilità del titolo sportivo con l’avvio della liquidazione giudiziale

 
TERNI – Molti dubbi, poche certezze. Ma comunque ci sono anche quelle. Le perplessità sono quelle dei giocatori, che hanno faticato a salire sul pullman per Sestri Levate. La squadra è disorientata, travolta da un susseguirsi frenetico di notizie sulla procedura fallimentare. I rossoverdi sono perfettamente consapevoli che, almeno per il momento, non percepiranno ulteriori mensilità. La fuga dei Rizzo li ha lasciati in braghe di tela e qualcuno li loro, venerdì mattina, ha nutrito pesanti dubbi sull’opportunità di giocare con il Bra. Ci è voluta la capacità persuasiva del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che per un’ora ha parlato con i calciatori, alla presenza del direttore generale, Giuseppe Mangiarano. Stefano Bandecchi, ha rappresentato loro un quadro in evoluzione. In effetti, il tentativo dei Rizzo di sopprimere all’istante il Club, intanto è fallito. Con l’apertura della procedura fallimentare, il titolo sportivo è scorporato dalla società. E’ scorporato soprattutto dai 15 milioni di debiti accumulati dalle gestioni Guida-D’Alessandro-Rizzo.  Un titolo che sarà messo all’asta. Per acquistarlo  “basta” farsi carico dei debiti federali, ovvero degli stipendi dei giocatori, senza preoccuparsi degli emolumenti dei dipendenti, delle fatture dei fornitori, dei costi del settore giovanile. Per rilevare il titolo calcistico della Ternana, potrebbero essere sufficienti 3milioni di euro, forse quattro. Tanti soldi per i comuni mortali. Una cifra abbordabile, invece, per i parametri del mondo del calcio. Serve, comunque, un grande investitore. Un imprenditore più che solido, dal fatturato plurimilionario.  Una figura della quale al momento non c’è traccia. Soprattutto in città. Smentite le voci su una cordata locale, invocata dal sindaco Bandecchi.  Nessun gruppo ternano si è fatto avanti. La ricerca prosegue altrove.

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