Tra fede e inganni Narni torna nel Trecento

Ecco le Giornate Medievali della Corsa all’Anello con tre spettacoli teatrali e la riapertura dei suggestivi ambienti ricostruiti dai Terzieri

Narni si prepara a fare un salto nel tempo lungo sette secoli. Venerdì primo maggio 2026 debuttano le Giornate Medievali della 58esima edizione della Corsa all’Anello, un appuntamento che trasforma il cuore della città umbra in un palcoscenico diffuso dove storia, teatro e vita quotidiana del Trecento si intrecciano senza soluzione di continuità. L’edizione di quest’anno mette al centro tre spettacoli teatrali ispirati alla letteratura e alle cronache del tempo. Si comincia alle 16 in piazza Marconi con il Terziere Fraporta che presenta «La fede cieca». La rappresentazione rielabora una novella di Boccaccio per raccontare il rapporto viscerale tra il popolo e il sacro, scosso dall’arrivo improvviso di un frate con una reliquia. Alle 18.30 il testimone passa al Terziere Mezule che, presso le case popolari Santa Margherita, mette in scena «Affare Giubileo». Qui l’arguzia boccaccesca si mescola alle vicende locali narnesi in un gioco di inganni e beffe ambientato durante un giubileo senza Papa. La serata si chiude alle 21.30 nel giardino dell’ex Palazzo Capocaccia con il Terziere Santa Maria e il suo «Silentium quod fortunam fecit», una storia di astuzia e sbeffeggio verso l’ipocrisia clericale.

Oltre alle performance teatrali, Narni riapre i suoi ambienti ricostruiti, veri e propri musei viventi curati dai tre Terzieri. Il Terziere Mezule propone un viaggio nell’artigianato con la Bottega del lanaio, situata in un antico lavatoio, e le botteghe del decoratore e del vasaio in vicolo dei Capretti, dove si possono scoprire i segreti della maiolica e della cottura dell’argilla. Di grande impatto è la ricostruzione dell’Ospedale di San Giacomo in via Cocceio Nerva, che mostra come venivano curati i malati nel 1300, completato dalla farmacia dello speziale e da un monastero destinato all’accoglienza delle bambine abbandonate. Il Terziere Fraporta anima via degli Artigiani con le botteghe del ceraiolo, del falegname e del fabbro, quest’ultima dotata di una fucina a carbone e di una mola ad acqua perfettamente funzionanti. A Palazzo Fraporta è invece possibile visitare il Cantiere Medievale, dove spicca una grande macchina per il sollevamento dei pesi azionata a forza umana, e il complesso conventuale di San Francesco, che comprende un orto botanico con essenze officinali e un’officina delle spezie.

Il Terziere Santa Maria propone infine un percorso suggestivo che va dalla sacralità della Chiesa di Santa Maria Impensole alla mondanità delle Stufe di via Mazzini, ricostruzione dei bagni pubblici dell’epoca. Tra i vicoli si incontrano la bottega del dipintore, quella dell’armaiolo, impegnato nella forgiatura di spade e corazze, e il Lavatorium monasterii San Lucae. A Porta Nova, una imponente struttura difensiva con ballatoio e accampamento ricorda il volto militare della Narni del Trecento. Ogni angolo della città, dal profumo della cera d’api al suono dei martelli sulle incudini, concorre a restituire l’atmosfera di un’epoca lontana ma ancora vivida nella memoria della comunità.

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