Inutile seduta dell’assemblea di Palazzo Spada per un cantiere definito da tempo. LE FOTO dello stato dei lavori
TERNI – «Si svolgerà il giorno lunedì 20 aprile dalle ore 9, alle ore 15, la seduta del consiglio comunale aperto per discutere la richiesta di variazione del progetto di ricostruzione del Teatro Verdi (nella foto)». Un anno dopo. Di più, 13 mesi dopo la sottoscrizione dell’atto di indirizzo di iniziativa popolare firmato da 500 professionisti esperti di teatro, che avrebbe dovuto portare alla convocazione dell’assemblea molto prima, a maggio 2025, in tempo per recepire le richieste di modifica al progetto.
Invece Palazzo Spada, dopo almeno tre rinvii, decide di ascoltare le parti e di spiegare le ragioni che hanno portato all’attuale stato di avanzamento dei lavori, adesso. A 10 mesi dalla data fissata per la conclusione dei lavori. Quattro mila euro “fumati”, tra gettoni di presenza e personale dedicato, per non fare contento nessuno. I firmatari della petizione si sentono presi in giro per l’ennesima volta: «Quello che si sta caparbiamente costruendo è un modello architettonico da evitare». Ma quello che davvero racconta tutta la vicenda è lo strappo di Bandecchi con i suoi elettori. «Lo abbiamo votato per il suo programma. Tutta la sua giunta si era impegnata e ricostruire il Verdi così come lo aveva progettato Luigi Poletti». Per Bandecchi – ci sono almeno una decina di video che ancora girano sui social – aveva detto quel progetto gli faceva «schifo» e che lo avrebbe buttato dalla finestra. Adesso che è bello che finito, è pronto ad incontrare il suo ormai ex elettorato.








