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Verità Ternana seconda parte/ Il nodo stadio-clinica: un progetto che può sopravvivere al fallimento della squadra

La cessione del ramo “clinica” e il conferimento a Stadium Spa rafforzano il dubbio che la Ternana Calcio srl possa essere lasciata al proprio destino

TERNI – Se Unicusano acquistasse il ramo d’azienda “clinica” dalla Ternana Calcio per 14 milioni di euro, la Ternana Calcio Srl realizzerebbe sì una plusvalenza dalla cessione di tale ramo, che salverebbe il bilancio dal punto di vista economico, ma non da quello finanziario. Questo perché la liquidità entrerebbe, tramite delegazione di pagamento, non nelle casse della Ternana, ma in quelle di Stadium Spa, dal momento che il ramo d’azienda relativo allo stadio è stato conferito proprio a quest’ultima.

A questo punto sorge una riflessione: quale vantaggio c’è stato nel conferire quel ramo d’azienda? Forse chi ha orchestrato l’operazione aveva già in mente di separare le vicende della Ternana Calcio Srl da quelle del progetto stadio-clinica? In questo modo, se la Ternana dovesse fallire, basterebbe che un soggetto acquistasse dalla procedura fallimentare la partecipazione in Stadium Spa, e il progetto stadio-clinica potrebbe proseguire comunque: Stadium Spa realizzerebbe lo stadio e un terzo soggetto, magari Unicusano, realizzerebbe la clinica, una volta acquistato il relativo ramo d’azienda. Tutto questo con buona pace dei tifosi ternani, che si troverebbero di fronte al terzo fallimento, dopo quelli di Migliuccio e Gelfusa.

Probabilmente è esistita un’idea progettuale volta a mettere in salvo il progetto stadio-clinica, separandolo dalle sorti della Ternana. Tuttavia, a onor del vero, in caso di fallimento della Ternana Calcio Srl, difficilmente chi ha posto in essere tali operazioni non verrebbe chiamato a rispondere di questa vicenda, soprattutto considerando il valore dei beni ceduti.

Se la vendita del ramo d’azienda dovesse concretizzarsi, l’unica operazione davvero utile a salvare le sorti della Ternana Calcio Srl sarebbe quella di monetizzare il più possibile e nell’immediato. Le risorse finanziarie, pur finendo in prima battuta in Stadium Spa, potrebbero poi essere retrocesse alla Ternana Calcio Srl, che a sua volta dovrebbe riportare il progetto stadio al proprio interno, ad esempio tramite fusione con una società interamente partecipata, oppure attraverso un conto corrente infragruppo, per poi procedere comunque alla fusione.

In tal modo, la Ternana avrebbe la liquidità necessaria per mettersi in sicurezza e legare definitivamente la realizzazione dello stadio — e quindi, di pari passo, anche quella della clinica — alla sopravvivenza della Ternana Calcio. Ciò garantirebbe che chiunque voglia proseguire nel progetto stadio-clinica debba preoccuparsi anche delle sorti della Ternana Calcio, ponendo sullo stesso piano i propri interessi economici e politici e quelli della collettività ternana, cioè la sopravvivenza della squadra.

L’auspicio è che il sindaco sia realmente interessato a salvare la squadra di calcio della propria città e che sia proattivo nei confronti dell’attuale proprietà, affinché il progetto stadio-clinica — che rappresenta il vero valore della Ternana Calcio — torni in capo alla Ternana stessa. Così, qualunque imprenditore fosse interessato alla realizzazione dello stadio o della clinica sarebbe necessariamente interessato anche alla sopravvivenza della Ternana Calcio.

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