GIOVE – La lista Giove Sì, quella del centrosinistra, è finita fuori orbita. Disperso nelle galassie il Pd, che avrebbe dovuto essere il traino della compagine. Il campo largo, a Giove, ha schierato la bella candidatura di Rita Benigni, docente universitaria dai modi gentili. Per il resto, Giove Sì non ne ha azzeccata una. Il Pd, per cinque anni ha fatto una battaglia durissima al sindaco uscente Marco Morresi. E lo stesso passo ha utilizzato nel corso della campagna elettorale, che ha visto più volte la presenza dell’assessore regionale Francesco De Rebotti. Ma il clima di polemica non ha portato i risultati sperati. Lo scontro non ha pagato. Un copione forse sbagliato fin dall’inizio, quando Marco Morresi, il sindaco di Giove, aveva proposto una lista unica, una grande alleanza tra destra e sinistra per dare luogo ad una lista civica che potesse rappresentare tutto il paese.
Un ramoscello di ulivo respinto dalla sinistra di Giove, sulla quale pesano anche le idee e le opinioni di un gruppo di residenti provenienti dalla Capitale. Neo cittadini di Giove che hanno scelto l’Umbria per fuggire dalla vita caotica di Roma. Nuovi arrivati con una identità politica ben delineata. Ma neanche i grandi temi “ideologici” hanno aiutato. Ha vinto il pragmatismo di Morresi, con una lista che ha raccolto 20 punti percentuali in più rispetto a quella avversaria. Una lista che è stata un successone anche per quanto riguarda le preferenze dei singoli candidati: Pierluigi Moriconi ne ha ottenuto ben 286, riportando il record della tornata amministrativa del 24 e 25 maggio nei Comuni della provincia di Terni.

