David Pompili conquista il Caos con 40 lavori e una maxi installazione

Su una busta di carta del McDonald’s l’artista mette frammenti di opere classiche

TERNI – Quaranta lavori e un’imponente installazione. Apre la prima personale di David Pompili, nella sala Ronchini del Caos Il progetto espositivo è una riflessione visiva e concettuale di collage su una busta di carta McDonald’s, trasformata da oggetto funzionale a supporto simbolico.

La scelta del materiale non è neutra: la carta usa-e-getta diventa il luogo di collisione tra arte classica, portatrice di eternità, e cultura del consumo, fondata sulla velocità e sulla sostituzione continua.

Sulla busta compaiono particolari di opere classiche: un volto marmoreo segnato dal tempo, una mano che stringe il vuoto, una piega di tunica scolpita con perfezione millenaria. Non sono immagini complete, ma frammenti, citazioni visive che evocano il museo e la storia dell’arte senza mai mostrarli interamente. Questo taglio frammentario riflette la perdita di contesto tipica della contemporaneità, in cui il passato viene consumato per immagini rapide e riconoscibili. A interrompere il silenzio della classicità, scritte urban e street art irrompono sulla superficie: lettering aggressivo, sbavature di spray, dripping e segni istintivi. Le frasi sono brevi, quasi slogan, pensate per essere lette in pochi secondi: “Consume images, forget meaning”. Il contrasto è volutamente violento. L’arte classica, nata per durare, viene incollata su un supporto destinato a essere gettato. La street art, linguaggio della strada e dell’immediatezza, diventa la voce critica che denuncia questa contraddizione, trasformando la busta in un manifesto temporaneo. Il messaggio viaggia veloce, passa di mano in mano, come un pasto rapido. Non pretende contemplazione, ma innesca una frizione: può l’arte sopravvivere nella logica del consumo rapido? La busta, piegata, macchiata, fragile, diventa metafora di un patrimonio culturale ridotto a superficie, ma ancora capace di parlare. In questa tensione tra alto e basso, tra eterno e usa-e-getta, l’arte, anche quando viene compressa nei tempi del fast food, continua a resistere, trasformando un oggetto banale in un veicolo di pensiero.

Pompili è spinto da una forza irrefrenabile, dove la necessità di creare è impressa nel suo dna artistico che altro non vuole che dar voce alla sua rivoluzione poetica, guidato e condizionato dai rapidi cambiamenti della società e del mondo. La bellezza dei suoi lavori è nella rapidità di riconoscere immagini, simboli e icone del quotidiano; l’importanza la troviamo invece nella storia di ogni immagine da lui scelta e ancor di più nel suo inconfondibile stile che ti fa pensare a quanto sia bella l’arte!

La mostra è stata possibile anche grazie all’aiuto di aziende che sostengono David Pompili come artista nei suoi progetti, (Conad Narni Scalo, Cedios Terni, Bar Italia 61 Narni Scalo, 2 C Arte Roma).

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