Incertezze, errori di valutazione: la “tempesta perfetta” investe la sanità umbra

L’ex direttore generale dell’Azienda ospedale di Terni e i nodi cruciali che rischiano di strangolare l’organizzazione sanitaria regionale. A partire dal caos dell’Umbria sud

DI Gianni Giovannini, Ex direttore generale Azienda ospedaliera Terni

L’elemento più caratterizzante il futuro della sanità regionale e in particolare quello dell’Umbria meridionale è rappresentato da una sorta di incertezza sistemica, si potrebbe dire a 360 gradi.
L’aspetto più clamoroso riguarda l’architettura istituzionale: una sola ASL oppure no; non da meno è la programmazione ospedaliera non ancora definita di questo territorio (Ospedale di Terni, Domus Gratiae, Ospedale di Narni Amelia); il rapporto con l’INAIL che è stato oggetto di comunicazioni piuttosto ambigue; gli interrogativi mai chiariti su quali risorse utilizzare per coprire l’investimento più importante come l’ospedale di Terni; la casa di cura programmata sul ternano dalla Giunta Tesei e la vicenda che si è trascinata dietro, compreso il fallimento della Ternana. A tutto ciò si deve aggiungere l’implementazione nella rete dei servizi delle infrastrutture figlie del PNRR (Case di comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative territoriali (COT), senza per ora significativi tentativi di armonizzazione con le strutture già esistenti. Per non parlare dei problemi relativi alle dotazioni di personale che sono oggetto di altrettanta preoccupazione a partire dalle rappresentanze sindacali.
Tutti questi fatti risultano sospesi e le stesse forze politiche che sostengono la maggioranza non sanno cosa dire su tematiche straordinariamente importanti, che invece sono stati punti fermi nella campagna elettorale del centrosinistra, come l’invarianza dell’assetto istituzionale.
Allo scrivente sta particolarmente a cuore la sorte dell’Azienda Ospedaliera di Terni, non tanto per gli aspetti squisitamente edilizi, ma dal punto di vista della sua funzionalità e capacità di offrire risposte di qualità alla popolazione. Dobbiamo registrare invece che si parla solo delle aree dove dovrà sorgere il nuovo ospedale di Terni senza citare se conserverà o meno lo status giuridico di Azienda Ospedaliera. In questo quadro si sommano altre variabili impazzite come i rapporti piuttosto difficili tra Regione e Comune nel pervenire ad una programmazione condivisa. Lo studio presentato a dicembre dalla società Binini rischia di rimanere in soffitta, senza una condivisione da parte dell’istituzione comunale quantomeno per gli aspetti urbanistici.
Ad alimentare l’incertezza è intervenuto anche il Partito Democratico provinciale di Terni che in un recente documento ha manifestato la propria opzione per un ospedale di nuova generazione (Next Generation Hospital) secondo alcuni principi riferiti in un documento redatto da un centro collaborativo dell’OMS, ma che suscita molte perplessità in quanto tenta di contrastare la diffusione microbica all’interno degli ospedali attraverso interventi strutturali o addirittura urbanistici. Secondo gli stessi autori del documento l’efficacia di queste misure è tutta da verificare. Ciò che rileva nel discorso è comunque una presa di distanza dalle soluzioni che aveva abbozzato lo studio Binini, infatti, la tipologia delle bozze progettuali presentate non sembrano proprio essere in linea con gli indirizzi suggeriti dell’OMS. Ci potrebbero essere sorprese anche nelle previsioni di spesa perché la proposta OMS tende a largheggiare in tema di superfici rispetto alle strutture più tradizionali.
La stessa amministrazione regionale quando afferma di non confermare e non smentire alcune ipotesi di lavoro, rinviando ogni decisione al PSSR, assume agli occhi dei cittadini una posizione passiva come di chi il Piano lo subisce anziché gestirlo.
Questa convergenza di elementi distinti ma interdipendenti rende l’immagine della “tempesta perfetta”, perché comunica l’idea di una situazione in cui più criticità contemporanee si intrecciano, aumentando il rischio di paralisi o scelte inefficaci.
Spero ardentemente di essere in errore.

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