La bocciatura della sanità made in Proietti/2. I conti oggi sono identici a quelli del 2024, ma per quella bugia è passata la super stangata da 250 milioni

La sanità è peggiorata per mobilità e liste d’attesa, mentre il bilancio è stato fatto quadrare, oggi come allora, con i contributi del Governo Meloni. Umbri ufficialmente “fregati”?

M.Brun.

PERUGIA – I numeri che bocciano la sanità della Giunta Proietti, seconda parte. Del peggioramento di 19 milioni tra mobilità sanitaria passiva e attiva, rispetto al 2024 della Giunta Tesei, abbiamo scritto in un articolo precedente.
Ma dai dati forniti dalla stessa presidente Proietti in Assemblea legislativa, esce un altro quadro che dice tutto.
Le 4 aziende della sanità regionale hanno perso 233 milioni nel 2025.
Esattamente il disavanzo sbandierato da Proietti ai quattro venti contro Tesei per giustificate la manovra da 250 milioni delle super tasse in Umbria.
E sapete come ha fatto Proietti a bilanciare lo sbilancio? Utilizzando i fondi che il Governo Meloni consente alle Regione di contabilizzare.
Tutto uguale rispetto al 2024, non fosse che per quella bugia è stata fatta passare contro gli umbri una stangata fiscale da brivido.
Non fosse poi che Proietti ha annunciato che è vero che la situazione economica è quella del 2024, ma i cittadini hanno nuovi servizi.
Infatti, le liste d’attesa sono di molto peggiorate e all’ospedale di Perugia sono tornate le barelle nei corridoi.
L’arrivo di qualche macchinario in piccoli ospedali da riconvertire urgentemente (ricetta Presciutti, condivisa da Ferranti e da tanta parte di sinistra, centro e destra umbra) più che un successo non è forse autogol?
Anche perché ospedali più strategici per la rete sanitaria umbra o anche piccoli, ma meno simpatici a questa giunta regionale, continuano a non avere quello che ritengono per loro indispensabile. Da Orvieto a Pantalla passando per Spoleto.

Piazza del Mercato, commercianti stritolati dai cantieri: «Non battiamo scontrino da sabato»

Festival delle Nazioni: la Germania in Umbria ad agosto, da Bach a Weill