Monica Profio (Macelleria da Renato): «Abbiamo resistito quindici anni, non vorremmo arrenderci all’ultimo miglio»
TERNI – Nel quadrato di piazza del Mercato, in agonia da tre lustri ma con il traguardo della riqualificazione ormai prossimo, si torna a respirare aria di rassegnazione. Quei pochissimi commercianti sopravvissuti al degrado non battono scontrino da sabato. «Non vorremmo arrenderci all’ultimo miglio – tuonano – ma qui ormai non arriva un cliente. Il Comune ha sbarrato tutto».
Monica Profio (Macelleria Da Renato) ricorda che la sua attività, come quella della vicina Fonte della Carni Scelte, è andata avanti per la clientela che si è conquistata negli anni – sta in piazza del Mercato dal 1965 – non certo per le azioni di Palazzo Spada. E adesso che poteva contare su un intervento di rigenerazione importante, si trova a passare le mattinate a sistemare il banco senza vendere un etto di mortadella. «Siamo stati per quindici anni ostaggio del degrado, poi finalmente è partito il cantiere dell’ex mercato coperto. Altri sacrifici, ma con una prospettiva nuova. Ovvio che la viabilità è cambiata, peraltro più volte, e che l’unico sfogo era largo delle More e via dei Castelli. Poi, la vigilia di Pasqua, il Comune le ha chiuse con un’ordinanza perché le ha trovate irrimediabilmente distrutte (come se non sapesse come era ridotta la pavimentazione di ptregio) e ci ha letteralmente chiusi tra due cantieri. Nuovi problemi, sempre affrontati senza lamentarci. Fino a quando è stato chiuso anche un tratto di piazza del Mercato senza uno straccio di ordinanza e soprattutto senza una comunicazione a chi vive e lavora in questa parte di centro storico. Perciò alziamo la voce». Le cose sono andate così: lunedi mattina i commercianti si rono ritrovati con una parte di piazza del Mercato sbarrata per consentire il posizionamento dell’impianto del gas a servizio dell’ex mercato coperto, con il risultato che raggiungere la Macelleria Renato o la Fonte delle carni è tutt’ora impossibile.

