«La sentenza del Tar non cambia la strategicità dell’opera»

Le parole di Arcudi

PERUGIA – “La recente sentenza del TAR dell’Umbria relativa al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale del primo stralcio ‘Collestrada – Madonna del Piano’ non mette minimamente in discussione la strategicità del Nodo di Perugia né la necessità di realizzare un’infrastruttura fondamentale per la mobilità dell’Umbria e del Centro Italia”, lo scrive, in una nota, il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) spiegando che “la sentenza impone un aggiornamento del percorso autorizzativo e ambientale, ma non cancella una realtà evidente: il sistema viario dell’area perugina vive da anni condizioni di congestione ormai insostenibili, con pesanti conseguenze per cittadini, lavoratori, imprese e servizi”.
“Per questo – aggiunge Arcudi – serve oggi ancora più responsabilità istituzionale e meno ideologia. Colpisce invece l’entusiasmo di alcuni comitati e di una parte della politica del ‘no a tutto’, che sembra quasi festeggiare ogni rallentamento infrastrutturale dell’Umbria. È esattamente questa cultura del blocco ad aver contribuito negli anni all’isolamento della nostra regione: no alle infrastrutture, no agli investimenti, no allo sviluppo, no alle opere strategiche”.
Per Arcudi si tratta di “una visione estremista che ha prodotto ritardi, perdita di competitività e marginalizzazione territoriale. Il Nodo di Perugia lungo l’asse Collestrada – Corciano resta invece un’opera strategica e prioritaria, così come resta fondamentale l’avvio del primo stralcio ‘Collestrada – Madonna del Piano’, già progettato e inserito nella programmazione ANAS. Occorre ora accelerare il lavoro di raccordo tra Regione Umbria, ANAS, Comuni interessati e territori, aggiornando rapidamente il percorso amministrativo e ambientale ed evitando che questa vicenda diventi l’ennesimo alibi per fermare tutto. Perché bloccare o rallentare ulteriormente il Nodo significherebbe condannare definitivamente l’Umbria all’isolamento infrastrutturale e frenare ancora una volta le opportunità di sviluppo future della regione. Serve quindi una posizione chiara – conclude Arcudi -: andare avanti, nel rispetto delle procedure, ma senza ambiguità e senza cedimenti alla cultura del “no”, che per troppo tempo ha bloccato l’Umbria”.

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