Ponti di primavera, nel centro di Perugia registrati 194mila visitatori

Confcommercio: «Dati strategici per programmare eventi, servizi e sviluppo urbano»

PERUGIA- Tra il 24 aprile e il 3 maggio, nel periodo compreso tra i ponti della Festa della Liberazione e della Festa dei Lavoratori, il centro storico di Perugia ha fatto registrare oltre 194.500 visitatori. È quanto emerge dall’elaborazione realizzata da Confcommercio Perugia e comprensorio attraverso la piattaforma Cities Mobility Analytics, lo strumento di analisi dei flussi urbani adottato da Confcommercio Umbria per monitorare in modo continuativo le dinamiche territoriali e supportare imprese e amministrazioni locali nelle strategie di sviluppo urbano e commerciale.
Nel dettaglio, i dati rilevano circa 19.100 turisti stranieri e oltre 48.400 turisti nazionali. A questi si aggiungono circa 48.000 visitatori provenienti dal territorio regionale e provinciale. Le giornate con il maggior numero di presenze sono risultate il 25 aprile e il 30 aprile, mentre il 26 aprile e il 1° maggio rappresentano i momenti di minore affluenza dell’intero periodo analizzato.
L’analisi conferma inoltre una tendenza ormai consolidata nella fruizione dell’acropoli perugina: il centro storico si anima fin dalle prime ore della mattina grazie alla presenza di pendolari e residenti dell’area vasta, mentre dalle 11 fino al pomeriggio cresce in modo significativo la componente turistica italiana e straniera, con permanenze medie comprese tra le 3 e le 4 ore. In serata si registra invece un marcato calo delle presenze.
Particolarmente rilevante il dato relativo al turismo del fine settimana. I visitatori italiani concentrano la loro presenza soprattutto tra venerdì e sabato, sfruttando la vicinanza geografica per soggiorni brevi o visite giornaliere. Analogo il comportamento dei turisti stranieri, la cui presenza si concentra prevalentemente negli stessi giorni.
L’incrocio con i dati regionali sulle permanenze medie – pari a 2,26 giorni per i turisti italiani e 3,15 giorni per quelli stranieri – evidenzia come Perugia sia una destinazione scelta in maniera sempre più consapevole dal turismo nazionale, mentre per i visitatori esteri rappresenti spesso una tappa inserita in itinerari più ampi all’interno dell’Umbria.
L’analisi delle permanenze nel centro storico mostra inoltre differenze significative tra le varie tipologie di visitatori. I turisti italiani e stranieri restano mediamente tra le 2 e le 6 ore, soprattutto nelle fasce centrali della giornata, con una maggiore propensione alla permanenza e alla fruizione dei diversi punti di interesse cittadini. Pendolari e residenti comunali si fermano invece generalmente tra i 15 e i 45 minuti, segnale di una frequentazione spesso legata a esigenze lavorative o di servizio.
Dal punto di vista geografico, Roma si conferma il principale bacino di provenienza dei visitatori italiani non residenti, con oltre 13.000 presenze registrate nel periodo preso in esame. Seguono Arezzo, Milano e Napoli. Significativo anche il dato proveniente da Terni, influenzato dalla presenza degli studenti universitari che frequentano l’ateneo perugino.
Per quanto riguarda il turismo internazionale, gli Stati Uniti si confermano il primo Paese di provenienza dei visitatori stranieri, seguiti da Francia e Regno Unito.
I turisti italiani e stranieri rappresentano complessivamente oltre il 34% dei passanti rilevati nell’area monitorata. La fascia di età più presente è quella compresa tra i 45 e i 65 anni. Equilibrata la distribuzione tra uomini e donne, con una lieve prevalenza femminile. Particolarmente significativo anche il dato relativo alla capacità di spesa: il 54% dei visitatori censiti presenta infatti un profilo medio-alto o alto.
“La disponibilità di dati aggiornati e scientificamente elaborati – sottolinea Confcommercio Perugia e comprensorio – rappresenta oggi uno strumento fondamentale sia per gli imprenditori sia per le amministrazioni pubbliche. Comprendere i flussi, i tempi di permanenza, i comportamenti e la capacità di spesa dei visitatori significa poter programmare eventi, servizi, mobilità e strategie commerciali in modo più efficace e coerente con le reali dinamiche della città”.

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