DI Marco Brunacci
PERUGIA – La questione sanità.
- Archiviata l’Asl unica a Foligno, è stato il presidente della Provincia di Perugia, Presciutti, a dettare l’agenda della sanità per le prossime settimane, anche se le resistenze sono tante.
Il nodo è la riduzione degli ospedali dell’Umbria (i 17 di oggi sono insostenibili – dice Presciutti – si deve ripartire da 5-6), al fine di aumentare la qualità di quelli che verranno mantenuti e destinare a servizi per i cittadini quelli che verranno riconvertiti.
La verità è che la politica regionale è stata presa in contropiede da Presciutti, profonde radici di democrat, esponente di un Pd che vuole caratterizzarsi per una proposta di governo, non per qualche slogan gridato, utile a far vincere la campagna elettorale, ma che diventa poi un intralcio per essere credibili. - Non si sa se il dibattito decollerà, se il confronto permetterà di affinare una strategia per il Piano sanitario regionale, annunciato da mesi ma il cui cammino è pieno di insidie.
Certo che la sfida è sugli ospedali, a partire da due casi che sono la dimostrazione che l’Umbria della sanità è appesa in aria, tra promesse elettorali irrealizzabili e una seria svolta di governo. I casi sono quelli di Spoleto e di Pantalla. - A Pantalla sono stati in visita due consiglieri regionali di opposizione (GIambartolomei ed Eleonora Pace, entrambi di Fdi, esperti in sanità). Il risultato del sopralluogo? Il futuro è di massima incertezza.
Non stiamo neanche a dire di Spoleto: interventi “placebo” e nessuna strategia. Se la Regione rinvia ancora le due questioni, non potrà affrontare le altre. - Anzi: forse una questione sarà costretta ad affrontarla: non per diminuire gli ospedali, ma almeno per evitare che se ne realizzi uno in più, sottraendo risorse all’indispensabile nuovo ospedale di Terni.
Si parla del progetto Narni, con sempre maggiori difficoltà a reperire soldi senza creare nel contempo barriere insormontabili per la realizzazione di Terni nuovo. - Grande confusione c’è sotto il cielo e certo un Piano sanitario regionale – al momento nelle mani del rettore Marianelli e pieno di notazioni universitarie – dove non si delineano strategie, ma si fa a gara a non dire nulla, è destinato a lasciare la sanità regionale nell’attuale indeterminazione.
- Ora una curiosità che dice di certe approssimazioni di certo modus operandi, in questo caso all’interno dell’Azienda ospedale di Perugia.
Il tema è “Accordo di collaborazione tra Fondazione di Perugia, Regione Umbria, Università di Perugia, Azienda ospedaliera di Perugia per il potenziamento della ns aiuto del territorio”. Nello specifico c’è una nuova Tac in ballo. Ma con un valzer del documento da firmare e non firmato, perfino divertente.
Si capisce alla fine che la firma è del 27 aprile e così sia. Quindi c’è stato il lieto fine, ma si immagina che il documento sia stato predisposto tra il 17 e il 20 aprile e quindi inviato, per un ritardo degli uffici, solo il 27 aprile. Mettendo a rischio un’intesa indispensabile per l’ospedale di Perugia.

