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Terni è senza Ternana e senza vescovo

La città dell’acciaio senza punti di riferimento materiali e spirituali

TERNI – Non è un bel momento per la città dell’acciaio. Vengono a mancare sia i punti di riferimento materiali che spirituali. La Ternana, la passione, il tifo, subiscono una botta che ha pochi precedenti: cancellazione dai campionati dei professionisti. Ripartenza dai campionati dilettanti, quasi che fosse una squadra di paese o di quartiere. La Ternana che sprofonda si trascina con sé i sogni della città degli ultimi anni. Sogni ad occhi aperti: lo stadio da 18 mila posti, il Liberati futuristico finanziato in parte con i proventi dell clinica privata convenzionata. La grande illusione avviata con la giunta comunale Latini e definitivamente smontata dalla giunta regionale Proietti.
Ma la città ha problemi non solo con le cose materiali e passionali. Da mesi manca una guida spirituale, il pastore delle anime. A febbraio Antonio Soddu è stato nominato arcivescovo di Sassari e ha salutato Terni. Da allora c’è un reggente don Matteo Antonelli. Uno stimato sacerdote che certo non è un vescovo. Dalle indiscrezioni che arrivano dal Vaticano, la Santa Sede non avrebbe alcuna fretta di nominare il vescovo di Terni, Narni e Amelia. Al momento non è stata indicata neanche la triade dal quale attingere il nome del nuovo vescovo. Si parla di settembre. Forse ottobre. È chiaro che per il Vaticano questa non è una diocesi importante. Sono lontani i tempi di Franco Gualdrini o di Vincenzo Paglia. Di quando Terni era la città di San Valentino, la città operaia, quella della chiesa cristiano sociale. Ora Terni è una città di provincia come tante altre. Senza squadra di calcio e senza vescovo.

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