Turismo, in estate previste più di 4mila assunzioni in Umbria

Il rapporto

PERUGIA – L’Umbria si avvia verso un’estate da record. Il segnale arriva dal nuovo bollettino Excelsior, curato da Unioncamere, Ministero del Lavoro e Unione europea, relativo al mese di maggio e al trimestre maggio-luglio 2026: l’Umbria è la regione italiana con la maggiore crescita, rispetto al 2025, dei programmi di assunzione nel settore da parte delle imprese. Un’indicazione netta sulle attese degli operatori, dopo il record del 2025, quando la regione ha registrato 3.036.032 arrivi e 7.942.202 presenze, con un aumento del 9,1% negli arrivi e dell’8,5% nelle presenze sul 2024.
I dati sulle assunzioni programmate dalle imprese del turismo — alloggio, ristorazione e servizi turistici — parlano chiaro: in Umbria, per il trimestre maggio-luglio, sono previste 4.120 assunzioni, 600 in più rispetto alle 3.520 dello stesso periodo del 2025. La crescita è del 17%, contro una media nazionale del -1,3%.
L’Umbria si muove così in controtendenza non solo rispetto al dato italiano, ma anche rispetto alle altre regioni del Centro, tutte con il segno meno: Toscana -4,4%, Lazio -4,3%, Marche -1,6%.
Non solo. Con il suo +17%, l’Umbria è la prima regione italiana per crescita degli avviamenti al lavoro programmati dalle imprese del turismo nel trimestre maggio-luglio. Seguono Valle d’Aosta (+14,2%), Basilicata (+12%), Piemonte (+7,5%) e Calabria (+5,2%). In coda, invece, Lombardia (-10,7%), Emilia-Romagna (-9,1%), Sardegna (-7,1%), Veneto (-5,3%) e Toscana (-4,4%).
La performance umbra è forte anche nel singolo mese di maggio. Le imprese del turismo prevedono 1.320 assunzioni, 250 in più rispetto a maggio 2025, con una crescita del 23,5%, a fronte del -12,6% dell’Italia, del -14,1% del Lazio, del -18,1% della Toscana e del -10,1% delle Marche.
Due fattori aiutano a leggere queste prospettive: gli 800 anni dalla morte di San Francesco e i 20 anni dalla morte di San Carlo Acutis. La Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ha indicato il 2026 come un anno speciale proprio per questi due anniversari, con momenti legati a maggio e ottobre per Acutis.
Il Santuario della Spogliazione resta il centro del flusso legato a San Carlo Acutis. Il corpo di Carlo riposa nella chiesa di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione dal 2019, meta ormai consolidata di pellegrini, soprattutto giovani. Nel 2026 l’accoglienza internazionale è stata rafforzata: al santuario è stata introdotta la messa in inglese ogni domenica alle 16 ed è stata avviata anche la “Domenica della Spogliazione”, una volta al mese, con approfondimenti sul luogo della spogliazione di Francesco e sulla figura di Carlo Acutis.
Dal 13 al 17 maggio 2026 è, inoltre, in svolgimento la festa del Santuario della Spogliazione, con celebrazioni, convegni e il Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità”, che prevede un sostegno di 50mila euro al progetto vincitore. Ottobre sarà poi il passaggio simbolico più forte per Acutis: Carlo è morto il 12 ottobre 2006 e nel 2026 cade il ventennale della morte.
L’impatto turistico è già visibile. Il Santuario della Spogliazione ha comunicato quasi 400mila presenze nei primi quattro mesi del 2026, con una crescita di pellegrini stranieri e di gruppi arrivati per venerare il corpo di San Carlo e conoscere i luoghi francescani.
Per l’Umbria, tuttavia, il 2026 non sarà “solo Acutis”: sarà soprattutto l’anno del grande contenitore francescano, con Assisi al centro. Il Comune di Assisi ha presentato un programma con oltre 80 appuntamenti per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, mentre la Regione Umbria porterà ad Assisi il World Tourism Event il 24 e 25 settembre 2026, nel quadro delle celebrazioni francescane.
È naturale, in questo quadro, che le assunzioni programmate dalle imprese del turismo crescano più nella provincia di Perugia che in quella di Terni. Nel trimestre maggio-luglio, sempre nel confronto con il 2025, il Perugino registra un +20%, con 3.300 avviamenti al lavoro, 550 in più rispetto ai 2.750 dello scorso anno. Il Ternano cresce del 7,8%, con 830 avviamenti rispetto ai 770 del 2025.
Ma ci sono due elementi da considerare — e al momento imponderabili — che il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, indica con chiarezza, invitando alla prudenza.
Il primo è interno al mercato del lavoro. Dentro questi numeri, afferma Mencaroni, ci sono anche “avviamenti al lavoro derivanti dal fatto che, nel settore del turismo, oltre ai normali pensionamenti, si segnalano uscite da parte di non pochi giovani, che vanno a svolgere altri lavori, magari anche perché lasciano più tempo libero. È un fenomeno che non va sottovalutato e che in questi anni è stato costantemente in crescita, anche se non ci sono indagini che lo quantifichino con esattezza. In altre parole, al netto di queste cessazioni, i numeri della reale crescita programmata delle assunzioni potrebbero essere, per l’Umbria e per l’Italia, più bassi”.
Il secondo elemento è esterno, e riguarda lo scenario internazionale. “È la situazione geopolitica — scandisce Mencaroni — alla quale sono legati anche il forte rialzo del prezzo del petrolio e il rischio di razionamenti. L’indagine Excelsior è stata effettuata dal 17 marzo al 2 aprile 2026, quando la guerra Usa-Israele contro l’Iran era appena scoppiata e il petrolio era subito schizzato a 118,09 dollari, per poi mantenersi sopra i 100 dollari per tutto il periodo della rilevazione. Tuttavia, sembrava una crisi destinata a risolversi in breve tempo, non il pantano che è diventato”.
Gli operatori turistici, conclude Mencaroni, “potrebbero in quel periodo, nel confermare le previsioni di assunzione, non aver metabolizzato pienamente questi eventi, sottovalutandone le conseguenze. Ma questo è un capitolo ancora tutto da scrivere”.

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