M.BRUN.
PERUGIA – Block notes Regione&dintorni.
- Aeroporto San Francesco, finora la calma piatta raccontata da Umbria7. Ma la speranza è l’ultima a morire e prima che si spenga la fiaccola dello scalo umbro come riferimento nazionale, ecco che arrivano segnali di fumo incoraggianti per un possibile volo per Linate (Milano).
Il progetto è all’interno della “continuità territoriale”, che osservatori accreditati guardano con scetticismo, ma che è al centro dello studio che Sviluppumbria e Camera di commercio hanno redatto, e che ora arriva a conclusione.
Riuscirà l’aeroporto umbro, finora candidato a tornare nella zona grigia del panorama nazionale, con passeggeri record ma come una sorta di effetto indotto dai precedenti anni di crescita, a tornare – è il caso di dirlo – a volare?
Linate è il dentro o fuori. Se si arriva a Milano, cambiano le prospettive. Altrimenti si vivacchia. Se poi, insieme a Linate, ci si collega anche a un hub internazionale meglio, ma è un problema successivo. Intanto arrivare a Milano, dopo la cancellazione inspiegabile del volo su Orio al Serio, sarebbe già un successo. - La presidente Proietti ha presentato la new entry nel consiglio di amministrazione di Gepafin, la finanziaria regionale, Francesca Fossatelli, con queste parole: “Una giovane umbra emergente nel panorama internazionale, un talento riconosciuto all’estero e troppo poco nel nostro Paese e che abbiamo richiamato per contribuire a questo nostro strategico strumento di politica economica”. Il professor Ferrucci, docente di economia e, al momento, ancora amministratore unico di Sviluppumbria, aveva dato la sua informata benedizione. C’è anche chi – in un momento di tante critiche – adesso dice: “Almeno un segnale positivo è arrivato dalla Giunta. Non il solito amministratore di condominio di fiducia della provincia umbra, ma un talento di cui andare fieri”. Non è poco.
- A proposito di Sviluppumbria (cosa diversa da Gepafin), c’è chi insiste, in chiave ternana, sulla necessità di riproporre un consiglio di amministrazione al posto dell’amministratore unico. Sulla base di un ragionamento economico. La Provincia e il Comune di Terni sono i maggiori azionisti di Sviluppumbria, dopo la Regione che fa la parte del leone, con il 2,43% e il 2,23%. Tenendo presente che il Comune di Perugia non risulta nell’assetto societario di Sviluppumbria, si capisce meglio la rilevanza economica di Terni.
Ma, ben informati, sostengono che il discorso è fuori tempo massimo. Del percorso del Cda si è parlato nel novembre scorso, ma senza trovare il consenso necessario. Tanto più che successivamente si è scelta la via dell’amministratore unico anche per un’Agenzia regionale, l’Arpal.
Certo: si potrebbe tenere a mente Terni, qualora Ferrucci dovesse decidere di lasciare.


