Il dissesto e le tensioni a sinistra/ Il Patto Avanti gode di buona salute, ma gli spifferi che arrivano da Terni (e da Roma) possono essere micidiali

La seconda città dell’Umbria, ormai per tradizione pluridecennale, anticipa le svolte politiche della regione. La base M5s e il mare della sinistra-sinistra che si restringe. I moderati dimenticati, il centrosinistra di governo umbro che non c’è più e gli spazi per il centro e il centrodestra

di Marco Brunacci

TERNI – Tutto comincia con il disastro economico che si chiama dissesto del Comune di Terni.
I fatti: la città di Terni chiamata a pagare, moneta sonante, famiglia per famiglia, con tasse ai massimi, le scelte economiche scellerate dell’amministrazione a guida Pd.
Le sentenze successive hanno detto che non ci furono però colpe.
Quindi la verità storica è così: la giunta comunale guidata dal Pd, con i Cinquestelle all’opposizione insieme al centrodestra, ha portato nel baratro del bilancio (c’erano quasi riusciti anche a Perugia) la
città. Ma con responsabilità soltanto politiche.
Così hanno concluso i magistrati.
A Terni il Movimento Cinquestelle, grazie all’opposizione molto cruenta di quel periodo, ha conquistato una base rilevante nella seconda città dell’Umbria. Più rilevante rispetto al resto dell’Umbria. Non è un caso che oggi sia l’assesore della giunta regionale che il componente dell’Assemblea regionale vengono dal sud della regione.
Ma mentre la base ternana del Movimento, ancora numerosa e piuttosto vivace, a Terni mantiene un rapporto teso con il Pd e la sua nuova guida, che è poi quella vecchia di Di Girolamo, nel resto della
regione è per ora calma piatta.
A livello regionale l’asse dei giovani segretari della sinistra (Bori-DeLuca-Barcaioli) ha vinto tutto con il Patto Avanti, un’alleanza diversa da quella del centrosinistra storico, che da sempre ha governato l’Umbria. Il Patto Avanti, alla sinistra dura e pura, anche in versione democrat, aggiunge soltanto i civici di Proietti, un movimento che si identifica con la sua leader, nè centro nè sinistra.
Le tensioni tra Pd e M5s che si vivono in queste ore a Terni, legate alla storia recente, a livello regionale non arrivano. Per ora.
Perchè per ora? Perchè la base pentastellata di Terni nel resto della Regione ha difficoltà a farsi sentire. Il primo squillo di tromba è arrivato sulla sanità e l’ospedale di Terni, ma è stato gioco facile
per l’impareggiabile leader regionale De Luca superare l’ostacolo.
De Luca semmai ha il problema di trovare una collocazione in Regione all’ala perugina del Movimento, l’ex onorevole Tiziana Ciprini, ma potrebbe farcela.
Per il resto la linea è chiara: De Luca ha fatto una scelta di sinistra dura e pura, sciogliendosi nel Patto Avanti, ed insieme a Bori-Bernardini e Barcaioli si trova alla perfezione. Gestire insieme il potere, le nomine, i fondi regionali, aiuta.
Quando si potrebbero riaprire i giochi? Le elezioni politiche non sono lontane. Pescare nell’identico mare, giocoforza, penalizzerà proprio M5s.
Nella sinistra-sinistra non c’è spazio per tutti, anche perchè – i sondaggi sono unanimi – l’Umbria ha perso lo status di riserva nazionale del voto rosso fuoco.
Non sfugge a nessuno che, a livello italiano, si avverte ogni giorno la necessità dei Cinquestelle di caratterizzarsi più e meglio rispetto al Pd.
Come non sfugge ai protagonisti regionali della politica, in questo frangente così difficile per gli umbri – dalla sanità alle strade alle ferrovie all’economia alle tasse – che il Patto Avanti non è il Campo largo.
La riduzione dei moderati ad ultima ruota del carro ha dei vantaggi (più potere in meno mani), ma apre falle nei consensi sempre che il centro e il centrodestra smettano, come sono consueti fare, di
dedicarsi alle beghe personali e interne per trovare gli argomenti giusti per parlare con gli elettori.
Guardare i social: l’orchestra dei tifosi del Patto Avanti finora è compatta e non stona, sempre aggressiva e anche un po’ sprezzante, ma va riducendosi, e soprattutto dà l’impressione di reggere soltanto finchè riesce a tenere un qualsivoglia nemico, come un drappo rosso davanti agli occhi del toro (pensate: dopo i disastri di questi ultimissimi mesi in sanità, ancora funziona l’assessore veneto
Coletto).
Conclusione, con avviso ai naviganti più navigati: Terni, come al solito, potrebbe essere in anticipo sul resto della politica umbra.

Terni, Patty Pravo e non solo al centro dell’edizione 2026 di Tributo d’Autore

Oratori in Umbria, dalla Regione arrivano 4 milioni