La governatrice dell’Umbria parla di dati incoraggianti ma la realtà è dura: «La richiamiamo noi»
TERNI – Stefania Proietti, nei giorni scorsi, ha parlato di una in iniezione di fiducia per il sistema sanitario regionale, con migliaia di umbri che avrebbero trovato finalmente risposte nelle liste di attesa per le visite specialistiche e per gli esami diagnostici. La Regione parla di una percentuale di rispetto dei tempi massimi per le prime visite in netto miglioramento, balzata dal 57,2 per cento del 2025 al 63,1 per cento del 2026 . «Per gli esami diagnostici, la crescita è altrettanto marcata, passando dal 53,4 per cento del 2025 a ben il 62,8 per cento del 2026 per le prestazioni erogate entro le soglie previste». Percentuali che hanno autorizzato la governatrice dell’Umbria a stilare comunicati trionfanti, che parlano di cambio di passo dovuto alla nuova amministrazione regionale. Ma la realtà è ben altra. In queste ore, i lettori di Umbria7 segnalano le proprie drammatiche esperienze ai Cup e ai punti di prenotazione delle farmacie. Per molte visite specialistiche e per molte tipologie di esami diagnostici, non viene dato alcun appuntamento. Al massimo è possibile una prenotazione extra calendario. Il personale del Cup chiede di lasciare il numero di telefono del cittadino per un eventuale contatto. Si tratta di una procedura che non fa pesare i richiedenti sulle statistiche regionali. Si tratta di una procedura che fa passare mesi, se non anni, prima di essere presi in carico. Per chi ha bisogno di prestazioni sanitarie, dunque, non resta che prendere il telefono e chiamare le strutture private.


