La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato due importanti provvedimenti destinati a ridisegnare il sistema educativo del territorio e ad agevolare la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro delle famiglie. Da un lato è stato preadottato il regolamento attuativo della legge regionale 13 del 2023 per il sistema integrato dalla nascita ai sei anni, una misura pensata per garantire regole omogenee in tutta la regione, qualificare l’offerta formativa, valorizzare il personale e assicurare la continuità didattica tra i nidi e le scuole dell’infanzia. Dall’altro lato la Giunta ha dato il via libera ai criteri per il progetto Tempo integrato scuola, che mette a disposizione oltre 4,2 milioni di euro provenienti dal Programma regionale FSE+ 2021-2027 per gli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028. Questo pacchetto di interventi permetterà alle scuole primarie di estendere le attività didattiche ed educative oltre l’orario standard delle lezioni. I nuovi fondi si collegano a un percorso già avviato dall’amministrazione regionale, che ha precedentemente investito 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per la creazione di oltre 500 nuovi posti all’interno dei nidi e dei micronidi comunali.
Sulla situazione generale intervengono i partiti della coalizione del Patto Avanti, che pur lodando lo stanziamento delle risorse regionali mettono in luce forti preoccupazioni per le dinamiche in corso in alcune realtà locali umbre. A Foligno si registrano le proteste del Comitato dei genitori dei bambini degli asili nido comunali, che ha sollevato la questione di carenze nell’organico, problemi di gestione e tagli ai servizi. Su questo fronte la coalizione fa sapere che l’assessore competente incontrerà a breve i rappresentanti delle famiglie per esaminare la situazione e studiare i necessari correttivi. Ancora più accesa è la discussione che riguarda il comune di Terni. Il Patto Avanti critica apertamente la linea della giunta cittadina, focalizzandosi sul passaggio a soggetti privati di strutture educative che prima erano sotto la gestione diretta del Comune. Secondo i partiti della coalizione questa decisione mette a rischio la stabilità dei servizi pubblici e le tutele per i lavoratori e per le famiglie. L’attacco politico si sposta poi sulle dichiarazioni relative all’accesso ai servizi per i minori stranieri. Nella nota ufficiale si sottolinea che risulta preoccupante ogni posizione che mini il diritto dei bambini ad avere le stesse opportunità a prescindere dalla nazionalità, definendo l’approccio del sindaco Bandecchi come una scelta che allontana dai valori democratici e che alimenta divisioni ed esclusione invece di favorire l’integrazione sociale.


