Le dichiarazioni sulle maestre e sui bambini stranieri, la presa di distanza della Laudadio, il modello che non funziona
TERNI – «Le dichiarazioni dell’assessora Tiziana Laudadio, che prende pubblicamente le distanze dalle affermazioni del sindaco Bandecchi sulla scuola e sulle maestre, vanno considerate come opportune ma gravemente isolate.
Il problema non sono soltanto le ultime parole del sindaco. Il problema è un modello di governo della città che Terni conosce da anni e che in questi mesi si è tradotto in improvvisazione, polemiche continue, dichiarazioni sopra le righe e una gestione amministrativa che ha prodotto più annunci che risultati.
Ma il caso Laudadio non è una occasionale eccezione. In questi due anni abbiamo assistito a un continuo avvicendamento di assessori, dimissioni, revoche e allontanamenti. Figure che hanno governato la città accanto a Bandecchi e che, una volta uscite dalla giunta o entrate in contrasto con il sindaco, hanno improvvisamente scoperto criticità, problemi e incompatibilità che durante il loro mandato non avevano mai denunciato pubblicamente.
Nessuno di loro ha mai sentito il dovere di spiegare fino in fondo ai cittadini le ragioni politiche della propria uscita di scena, né di assumersi la responsabilità delle scelte compiute mentre sedeva in giunta. È troppo comodo partecipare a un progetto amministrativo quando si è al governo e prenderne le distanze soltanto quando emergono difficoltà politiche o quando alcune affermazioni diventano indifendibili.
Per questo non chiediamo soltanto all’assessora Laudadio di essere coerente con le proprie dichiarazioni. Chiediamo a tutta la giunta e ai consiglieri della maggioranza che sostengono Bandecchi di assumersi finalmente le proprie responsabilità politiche.
Se ritengono, come auspicabile, che il sindaco abbia superato ogni limite istituzionale, se non condividono più il suo linguaggio, il suo metodo e il suo modo di amministrare la città, abbiano il coraggio di trarne le conseguenze. Non bastano i distinguo, non bastano le prese di distanza a parole o le censure a microfoni spenti.
Serve un atto politico chiaro: la maggioranza o la parte di essa che vuole far prevalere la coerenza e la propria dignità, apra una crisi e ponga fine a un’esperienza amministrativa che sta danneggiando l’immagine e il futuro di Terni.
I cittadini ternani meritano chiarezza, trasparenza e assunzione di responsabilità. Chi governa la città non può continuare a dissociarsi dal sindaco a giorni alterni e poi sostenerlo in Consiglio comunale. È il momento delle scelte, non delle giustificazioni».


