PERUGIA – La città ha celebrato oggi il XX Giugno, una delle ricorrenze più significative e identitarie della sua storia civile, con un programma articolato di commemorazioni, momenti istituzionali, omaggi alla memoria e riconoscimenti cittadini.
La mattinata ha visto la partecipazione delle più alte autorità civili e militari, tra cui l’on. Emma Pavanelli, il Prefetto di Perugia Francesco Zito, il Questore di Perugia Dario Sallustio, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, la consigliera della Provincia di Perugia Francesca Pasquino, la Presidente del Consiglio Comunale Elena Ranfa, la Giunta comunale, i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, rappresentanti della Corte dei Conti, la Polizia Locale e la Protezione civile di Perugia, l’Associazione Nazionale Bersaglieri, l’Associazione Nazionale Carabinieri, l’Associazione Marinai Perugia e l’Associazione Nazionale mutilati e invalidi di guerra.
Le celebrazioni si sono aperte con la scopertura del monumento bronzeo e la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti del XX Giugno 1859, l’accensione della fiamma da parte del Corpo dei Vigili del Fuoco e l’inno nazionale cantanto dal coro delle bambine e dei bambini della scuola primaria di Borgo XX Giugno, è seguita la deposizione delle corone alla lapide che ricorda l’ingresso a Perugia delle truppe alleate il 20 giugno 1944, alla lapide dedicata ai patrioti fucilati dai nazifascisti al Poligono di Tiro, al Civico Cimitero e alle 12 è stata deposta una corona di alloro alla lapide in memoria delle vittime di tutti i genocidi in piazza Ruggero Puletti.
Il Monumento ai Caduti del XX Giugno 1859, restaurato nell’ambito del progetto Art Bonus Perugia grazie al contributo del Comune di Perugia e dei mecenati Associazione Omphalos LGBTI, Valentina Bendini, Consorzio Auto Revisioni, Maria Rita D’Angelo, Andrea Galli, Luca Nicolelli Fulgenzi, Oleodinamica Palmerini S.r.l. ed Emanuele Paccini, per un valore complessivo di 110 mila euro ha interessato sia le parti lapidee sia i gruppi bronzei del monumento, opera dello scultore perugino Giuseppe Frenguelli, inaugurata nel 1909 in occasione del cinquantenario degli eventi del 20 giugno 1859.
Nel suo intervento la sindaca Vittoria Ferdinandi ha ricordato il valore profondo di questa ricorrenza per l’identità della città.
«Arriviamo a commemorare la data più importante del nostro calendario civile – ha affermato la sindaca – restituendo alla sua bellezza il Monumento del XX Giugno. Per questo desidero rivolgere un ringraziamento profondo a tutti i mecenati Art Bonus, all’amministrazione comunale e in particolare all’assessore Francesco Zuccherini, che insieme a me ha voluto fortemente restituire questo pezzo di identità alla nostra città, all’ingegner Fabio Zepparelli, all’ingegnera Eugenia Di Filippo e alla ditta restauratrice che hanno seguito questo importante momento di riscoperta della nostra memoria».
«Quando restauriamo un monumento – ha proseguito Ferdinandi – non stiamo restaurando soltanto una pietra o un bronzo, ma stiamo riscoprendo con responsabilità una parte di quel patrimonio immateriale e di valori che tiene unita una comunità. Questo monumento ricorda a Perugia ciò che è stata e ciò che ha il dovere di continuare a essere. Con questo intervento restituiamo voce a una memoria che negli anni rischiava di affievolirsi».
La sindaca ha poi sottolineato il significato civile del XX Giugno: «Perugia memore e fiera: così recita una delle iscrizioni del monumento. Memore non significa nostalgica, ma capace di trasformare la memoria della propria storia in un impegno sul presente. Il XX Giugno non appartiene soltanto al passato: è una storia che Perugia ha scritto più volte, nel 1859 con il sacrificio di chi sfidò la sottomissione allo Stato pontificio, e nel 1944 con la liberazione e il ritorno alla democrazia».
Richiamando il significato delle sculture bronzee, Ferdinandi ha evidenziato come lo scultore non abbia scelto di rappresentare generali, ma due uomini del popolo, cittadini con il grembiule e il fucile, che lasciarono botteghe, case e lavoro per difendere la libertà. «Essere patrioti – ha aggiunto – non significa amare la propria terra contro qualcuno, ma amarla per qualcosa: amarla abbastanza da prendersene cura e da restituire a chi verrà dopo di noi qualcosa di più giusto, più forte e più bello».
Particolarmente partecipata anche la seconda fase della scopertura, dedicata al retro del monumento, dove campeggia il Grifo di Perugia, riportato alla piena leggibilità dal restauro insieme a molti particolari prima non facilmente visibili. La Sindaca ha ricordato il valore simbolico del Grifo, «forza del leone e visione dell’aquila», capace di rappresentare «la Perugia eroica e fiera» e il dovere di ogni generazione di far vivere ogni giorno libertà e democrazia nella qualità delle istituzioni, nella difesa della dignità del lavoro, dell’educazione, della scuola e dell’università.
L’assessore ai lavori pubblici con delega all’Art Bonus, Francesco Zuccherini, ha ringraziato i mecenati, lo staff Art Bonus e tutti coloro che hanno lavorato al progetto: il dirigente Fabio Zepparelli, Stefano Barcaccia, Eugenia Di Filippo, Paolo Martani e Simona Cortona, la Soprintendenza, in particolare il dottor Giovanni Luca De Logu, la dottoressa Laura Rivaroli, e la ditta Cobec che ha eseguito il restauro.
Un ringraziamento è stato rivolto anche da Sperandio Bernardino, direttore operativo Cobec, al gruppo di lavoro del Comune e ha illustrato le fasi di lavoro e di restauro che lla sua squadra (Andrea Crisafulli, capo cantiere, Manuele Perugini, Daniele Capaldini, Francesco Angelucci e Silvia Mastrogiovanni) ha operato sul monumento.
«La presenza così numerosa di oggi – ha dichiarato Zuccherini – dimostra quanto questo monumento e questa riqualificazione siano sentiti dalla città. Ringrazio la ditta Cobec, la Soprintendenza e tutti gli uffici che hanno contribuito a restituire alla comunità uno dei simboli più importanti della memoria civile perugina».
Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos, presente all’iniziativa ha inviato una nota in cui ha illustrato le ragioni del sostegno dell’associazione al restauro: «Omphalos ha scelto di contribuire al restauro del Monumento ai Caduti del XX Giugno perché la memoria di chi ha combattuto per la libertà ci appartiene. Da oltre trent’anni siamo un presidio di diritti e lotta alle disuguaglianze in questa città: partecipare alla cura del patrimonio storico e civico di Perugia è per noi un atto coerente con i valori che ci hanno fondato, libertà, uguaglianza e dignità».
Storia del monumento
Il Monumento ai Caduti del XX Giugno, posto di fronte all’ingresso dei Giardini del Frontone, è uno dei simboli più emblematici della resistenza di Perugia, del suo contributo alla causa dell’Unità nazionale e della memoria antifascista. La struttura, alta 18 metri, unisce il valore allegorico del Grifo che schiaccia la tiara papale e l’idra a sette teste alla rappresentazione bronzea dei due patrioti, identificati dalla tradizione come un fabbro e un ciabattino, uomini comuni che scelsero di difendere la città.
Alle 11.30 la delegazione si è poi spostata al Cimitero monumentale per la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti e l’omaggio floreale alle tombe dei partigiani e di altre personalità cittadine. Qui si è svolta la performance “Voci vicine – XX Giugno 1859”, a cura di Graziano Vinti, un progetto quasi decennale che, attraverso canti e racconti, restituisce voce a patrioti, liberi pensatori, artigiani, commercianti e cittadini dei borghi popolari, costruendo una sorta di Spoon River perugina dedicata alla memoria collettiva.
La mattinata si è conclusa alle 12.30 con la cerimonia di iscrizione all’Albo d’Oro della Città di Perugia.
Sono stati iscritti Giuseppe Abbritti, Sofia Fatigoni, Germano Marri e Franco Ruggieri.
Giuseppe Abbritti è stato insignito del riconoscimento per una vita dedicata alla ricerca, alla formazione e alla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Con rigore scientifico, passione civile e profondo senso delle istituzioni, ha contribuito ad accrescere la conoscenza, a migliorare la qualità della vita e a formare generazioni di professionisti. La sua opera costituisce un patrimonio prezioso per la comunità e un esempio di come il sapere possa trasformarsi in servizio al bene comune.
Sofia Fatigoni è stata iscritta all’Albo d’Oro come giovane scienziata che, con talento, determinazione e curiosità intellettuale, ha saputo portare il nome di Perugia nei luoghi più avanzati della ricerca internazionale. Nel suo sguardo rivolto verso l’origine dell’Universo si riflettono i valori della conoscenza, dell’impegno e del coraggio di esplorare l’ignoto. Rappresenta per Perugia un motivo di orgoglio e una fonte di ispirazione per le nuove generazioni.
Germano Marri ha ricevuto il riconoscimento come atto di gratitudine verso una figura che ha dedicato la propria vita al servizio delle istituzioni e della comunità umbra. Con competenza, equilibrio e visione, ha accompagnato importanti passaggi della storia della regione, contribuendo alla sua crescita civile, sociale e culturale. Il suo percorso testimonia il valore della politica intesa come responsabilità, ascolto e impegno al servizio delle persone.
Franco Ruggieri è stato iscritto all’Albo d’Oro per una vita spesa per il teatro, la cultura e la crescita della comunità. Con passione, sensibilità e capacità di visione, ha contribuito a fare dell’Umbria e di Perugia luoghi di incontro tra creatività, bellezza e pensiero. Grazie al suo impegno, il teatro è divenuto non soltanto spettacolo, ma occasione di dialogo, partecipazione e crescita collettiva, lasciando un segno profondo nel panorama culturale italiano.
La giornata del XX Giugno ha così rinnovato il legame tra Perugia e la sua storia, unendo memoria, partecipazione civica, cura del patrimonio e riconoscimento delle personalità che, con il proprio impegno, hanno contribuito alla crescita della comunità.






