Sanità, mancano medici e infermieri. «Gli umbri continuano a pagare sulla loro pelle il prezzo dell’incompetenza e delle bugie della sinistra»

L’affondo dei consiglieri regionali di centrodestra

PERUGIA – “Per mesi la sinistra ha venduto agli umbri l’illusione che esistesse una bacchetta magica per risolvere i problemi della sanità regionale. Ma le liste d’attesa, che dovevano essere azzerate in tre mesi, continuano a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario regionale. E anche sul fronte delle assunzioni del personale in sanità, i numeri certificano che agli annunci non sono seguiti i risultati”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (TP – Uc), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti (Fratelli d’Italia).
“In base agli standard fissati da Agenas – rilevano i consiglieri regionali – per garantire il pieno funzionamento delle 22 Case di Comunità umbre sarebbe necessario un ulteriore rafforzamento degli organici, con un fabbisogno indicato in 27 medici e 84 infermieri. A questo si aggiunge l’allarme lanciato dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Branca, dove le organizzazioni sindacali denunciano una grave carenza di infermieri e operatori socio-sanitari nonostante l’ampliamento degli spazi e la riattivazione di servizi importanti come l’Osservazione Breve Intensiva. Questa è la drammatica fotografia della sanità umbra: la sinistra aveva annunciato 711 assunzioni, ma quelle effettivamente entrate in servizio al maggio scorso erano appena 398. Mentre oltre 300 assunzioni promesse mancano ancora all’appello, dagli ospedali e dai servizi territoriali continuano ad arrivare allarmi sulla carenza di personale. Non sorprende quindi che perfino dal Partito Democratico siano arrivati richiami pubblici alla presidente Proietti relativamente alla necessità di passare dagli annunci ai fatti”.
“Da mesi – aggiungono – assistiamo a un progressivo peggioramento della sanità umbra. È arrivato il momento che questa maggioranza inizi a fare qualcosa di concreto, invece di continuare a organizzare conferenze stampa, passerelle istituzionali e tagli del nastro di opere programmate e finanziate dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra. Del resto, anche ieri abbiamo assistito all’ennesimo tentativo della sinistra di appropriarsi di meriti che non le appartengono, rivendicando a Città di Castello risultati come il Polo oncologico e altri investimenti sanitari che affondano le proprie radici nelle scelte e nella programmazione della scorsa Legislatura. Una Casa di Comunità senza medici e infermieri rischia di essere soltanto una scatola vuota, così come un Pronto Soccorso non può garantire standard adeguati di assistenza se continua a operare con organici insufficienti. Quando si parla di sanità non c’è spazio per slogan, perché le conseguenze degli errori politici ricadono direttamente sulla pelle degli umbri. Le opere programmate e finanziate da chi ha governato prima – concludono – non basteranno a coprire l’assenza di risultati fino a fine Legislatura, e allora la sinistra sarà costretta a rispondere dei propri fallimenti, senza poter più sopravvivere di rendita sul lavoro fatto da altri”.

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