Scultura corale, a Perugia la mostra di Alessandro Piergallini

L’inaugurazione negli spazi di Osservatorio a Ponte Felcino nell’ambito di Alfabeti 2026, il progetto di Brand Culturale

PERUGIA – Prende avvio Alfabeti 2026, il progetto di Brand Culturale con il suo Osservatorio dedicato alla lettura visiva e al ruolo della scrittura nei linguaggi contemporanei. La lettura visiva è qui una necessità culturale e una responsabilità condivisa: attraversa il sistema visivo, le scritture nello spazio pubblico e le pratiche dell’arte in cui la parola diventa gesto, materia e spazio. Il percorso sceglie una scala raccolta, fatta di pochi giorni, di spazi prossimi e di presenze, perché la qualità nasce dall’attenzione e dalle relazioni dirette.

Alfabeti 2026 procede per movimenti. Due mostre lo aprono. La prima è Scultura Corale 01 di Alessandro Piergallini, da martedì 23 giugno, negli spazi di Osservatorio in via Mastrodicasa 2,4 a Ponte Felcino, Perugia, con inaugurazione dalle ore 18.30 (in mostra fino al 20 luglio, visite su appuntamento nei giorni successivi). La seconda è la mostra di Meri Tancredi, a Perugia in via della Luna 19, dal 9 luglio. Due progetti che si rispondono dentro la stessa ricerca: la scrittura che esce dalla pagina e si fa luogo.

Il 23 giugno si inaugura quindi Scultura Corale 01 negli spazi di Osservatorio a Ponte Felcino: la prima esposizione di Alessandro Piergallini, che arriva all’opera dalla parola e dalla scrittura sull’arte. Un debutto che incarna lo spirito di Alfabeti, la scrittura che esce dalla pagina e si fa spazio. La mostra resta visitabile fino al 20 luglio, su appuntamento. Le tracce presentate inaugurano la prima edizione della Scultura Corale, un dispositivo di ricerca ed esposizione che intende la scultura come configurazione temporanea di relazioni tra corpi, materiali, luoghi e forme di vita. Al centro, un ciottolo di pietra comune raccolto fra le colline umbre, riconosciuto nel tempo come nucleo del lavoro; attorno, le polaroid di dieci anni di cammino e i libri che lo hanno alimentato. La Scultura Corale è opera partecipativa: chi visita può scegliere alcune tracce, numerate e titolate, e portarle via. Ogni traccia prelevata entra a far parte dell’opera, che si compie nella dispersione e nelle relazioni che genera. Accompagnano la mostra le voci di Etty Hillesum, Aldo Capitini e Rilke, con le sue Note sulla melodia delle cose: «Sapere quando dovete unirvi al coro: questo è il segreto della vostra solitudine».

Alessandro Piergallini (Assisi, 1981) sviluppa la propria ricerca tra arte contemporanea, scrittura e pratiche contemplative. Dopo una formazione nell’ambito delle arti e della comunicazione culturale, intraprende un percorso autonomo radicato nel territorio umbro, sostenuto dal lavoro nell’accoglienza e da oltre dieci anni di pratica meditativa Zen. Il suo lavoro si concentra sui modi in cui corpi, luoghi e forme di vita si compongono e si separano, nelle percezioni, nei linguaggi, nelle relazioni. Attraverso testi, immagini, installazioni e dispositivi partecipativi, esplora le continuità tra umano, ambientale e non umano, con attenzione alle soglie: i margini in cui un’identità incontra ciò che ancora cerca un nome. Negli ultimi anni questa ricerca ha preso corpo nel percorso Paesaggi di Altri Noi, dedicato alle forme di compresenza tra soggettività, luoghi e comunità viventi.

Alfabeti 2026: il percorso proseguirà nei prossimi mesi con presenze di riferimento del progetto grafico e dell’arte contemporanea, una open call rivolta alle giovani generazioni e una restituzione editoriale finale, una lettura critica del lavoro svolto. L’Umbria è scelta come condizione di lavoro: un territorio che offre concentrazione, prossimità e continuità del tempo.

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