PERUGIA – La I Commissione consiliare Affari Istituzionali del Comune di Perugia ha respinto a maggioranza l’Ordine del Giorno presentato dal consigliere comunale Nicola Volpi (Fratelli d’Italia) relativo all’applicazione uniforme delle linee di indirizzo regionali in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) e alla definizione di modalità operative chiare e condivise.
L’atto chiedeva all’Amministrazione comunale di valutare l’adozione di uno strumento organizzativo – regolamento, atto di indirizzo o altra modalità operativa – finalizzato a garantire maggiore certezza applicativa e sicurezza nelle procedure di TSO, con particolare riferimento alla delicata fase del trasporto del paziente e al coordinamento tra personale sanitario e Polizia Locale. «Dispiace che sia stata respinta una proposta che nasceva esclusivamente da esigenze concrete di tutela degli operatori e di chiarezza organizzativa – dichiara Volpi – soprattutto alla luce del fatto che nel corso della Commissione sono state confermate da tutti i soggetti intervenuti l’esistenza di criticità operative e la necessità di migliorare il sistema».
Nel corso della seduta, infatti, il dirigente delle Professioni Sanitarie della USL Umbria 1, dott. Marco Zucconi, ha confermato la necessità di garantire sicurezza sia agli operatori sanitari sia ai pazienti durante le procedure di TSO, evidenziando problematiche emerse nella gestione degli interventi e ribadendo la volontà di migliorare il rapporto organizzativo nell’ambito del tavolo regionale già attivato. Anche la comandante della Polizia Locale Nicoletta Caponi ha illustrato le criticità affrontate negli anni durante l’esecuzione dei TSO, ricordando come il Corpo abbia gestito numerosi interventi annuali e sottolineando la necessità di continuare a lavorare per migliorare il coordinamento tra le istituzioni coinvolte.
«Proprio perché il tema è complesso e delicato – prosegue Volpi – ritenevamo utile che il Comune di Perugia si dotasse di un riferimento organizzativo chiaro e condiviso, coerente con le linee di indirizzo regionali e con le esigenze operative emerse sul campo. Non si trattava di sovrapporsi alla Regione, ma di offrire maggiore certezza agli operatori chiamati quotidianamente a gestire situazioni ad alto rischio e forte impatto umano».
Nel corso della discussione è inoltre emerso come, negli ultimi mesi, siano già state introdotte modifiche operative interne alla Polizia Locale proprio a seguito di alcuni episodi verificatisi durante i TSO, segno evidente della necessità di continuare ad affrontare il tema con attenzione e responsabilità istituzionale.
«Auspichiamo che possa esserci un ripensamento in sede di Consiglio comunale – conclude Volpi – perché questo tema è estremamente attuale e l’atto nasceva anzitutto a tutela delle persone fragili assistite in uno dei momenti più delicati della propria vita. Allo stesso tempo, l’obiettivo era quello di garantire maggiori condizioni di sicurezza al personale sanitario, che purtroppo subisce aggressioni anche in questo setting assistenziale, e agli operatori della Polizia Locale, oggi dotati anche di bodycam proprio nell’ottica della tutela operativa e della trasparenza. Su temi come sicurezza, fragilità e tutela degli operatori crediamo sia necessario costruire la più ampia condivisione istituzionale possibile».

