Al Ciac di Foligno un confronto tra due maestri del ‘900: Guidi e Tancredi

Con la mostra “Un nodo invisibile” si approfondisce la diversità di linguaggi artistici e di approccio alla pittura

FOLIGNO (Perugia) – Con oltre settanta opere di straordinario valore, è stata inaugurata la mostra “Guidi – Tancredi. Un nodo invisibile”, al Centro Italiano Arte Contemporanea (Ciac) di Foligno, curata da Italo Tomassoni e Giovanni Granzotto e visitabile fino al 27 settembre 2026.
L’esposizione, promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, mette a confronto due grandi maestri e figure centrali nel panorama culturale italiano del Novecento: Virgilio Guidi (Roma 1891 – Venezia 1984) e Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 – Roma 1964). Due artisti accomunati da un nodo invisibile che, al di là delle evidenti distanze linguistiche, li lega in una tensione condivisa verso la libertà espressiva e la profondità dell’anima.
Un confronto asimmetrico e deliberato: due universi pittorici con differenti linguaggi artistici e espressivi ma entrambi associati ai tre elementi fondativi della pittura: la luce, la forma, il colore. Guidi costruisce lo spazio con la luce, Tancredi lo abita con l’angoscia. Il primo cerca la sintesi plastica tra reale e trascendente; il secondo scava la superficie fino a farne specchio di un malessere che non cessa. Due universi distanti che tuttavia sembrano sfiorarsi in profondità, dentro le pieghe della storia dell’arte e della coscienza moderna. Da questa diversità prende forma il titolo della mostra “Un nodo invisibile” che allude a un legame latente, quasi inconscio, capace di attraversare le differenze stilistiche e generazionali dei due maestri.
Nel corso dell’inaugurazione, la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno Monica Sassi ha affermato: “Questa mostra si inserisce in un percorso di valorizzazione culturale che vogliamo sempre più aperto, riconoscibile e capace di proiettare Foligno nel panorama dell’arte contemporanea italiana, permettendoci di offrire alla cittadinanza un momento di partecipazione e condivisione delle bellezze del patrimonio artistico nazionale. I nostri spazi devono essere luoghi vivi, liberi, frequentati da un pubblico sempre più ampio”.
Poi la parola è passata a uno dei due curatori della mostra Giovanni Granzotto che asserisce: “Questa importante mostra incarna in pieno la storia della luce del 900: mentre Guidi cerca nella luce la verità della natura, senza mai diventarne ostaggio, Tancredi ha trasformato lo spazio in un campo mentale attraversato da energia, angoscia e libertà. È in questa distanza che nasce il loro invisibile punto di contatto: la necessità profonda di fare della pittura una forma assoluta di verità interiore”.
Gli fa eco l’altro curatore Italo Tomassoni che commenta: “Dato che era difficile trovare una relazione tra i due maestri, abbiamo giocato la carta della differenza, che non è un elemento statico e inerte ma motore di pluralità linguistica. Nonostante le diversità, i due maestri sono accomunati dalla ricerca della luce, forma e colore. L’elemento dello spazio è invece un aspetto che ha evidenziato le loro differenze stilistiche. Mentre per Tancredi lo spazio deve essere costantemente annullato dalla potenza della sua pittura e dalla sua ricerca che è talmente incisiva e oppressiva da determinarne l’annullamento, Guidi riesce a ricreare una struttura che si organizza armonicamente nella sintesi di luce, forma, colore e spazio”.
Attraverso un allestimento costruito come un attraversamento delle differenze, delle asimmetrie e delle tensioni del secolo scorso, il progetto del CIAC di Foligno propone una lettura nuova e originale di due percorsi che, pur restando irriducibilmente autonomi, continuano ancora oggi a interrogare il nostro presente.

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