PERUGIA – “Le dimissioni del professor Luca Ferrucci dall’incarico di amministratore unico di Sviluppumbria rappresentano l’ennesimo segnale di una gestione regionale sempre più segnata da difficoltà organizzative, tensioni interne e problemi nei rapporti tra vertici politici, struttura amministrativa e organismi strategici della Regione. Una confusione tutta interna alla sinistra che a causa di incapacità e beghe politiche sta, di fatto, paralizzando l’Umbria e bloccando il futuro della Regione”. Lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali di centrodestra.
“Non è un episodio isolato – evidenziano i rappresentanti di opposizione – solo recentemente si erano registrate le dimissioni del direttore regionale all’Ambiente Gianluca Paggi e del capo di gabinetto della presidente Nicodemo Oliverio. Senza contare poi tutti gli addii che si stanno verificando nel comparto sanità, l’esodo dei medici e dei primari che costringe il sistema ad andare avanti con i facente funzioni. Oggi la situazione riguarda anche una delle principali società partecipate della Regione, Sviluppumbria, chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nella promozione dello sviluppo economico del territorio. Una sequenza di uscite dai vertici che non può essere derubricata ogni volta a una semplice questione personale. Quando figure apicali dell’amministrazione e delle strutture collegate alla Regione lasciano i propri incarichi in un arco temporale così ristretto, è inevitabile interrogarsi sul clima interno e sul metodo di governo adottato dalla presidente Proietti. La sensazione è quella di una Regione nella quale i rapporti interni si stanno deteriorando, con una presidente che tende ad accentrare decisioni e competenze invece di costruire una squadra forte, coesa e valorizzata. L’Umbria ha bisogno di una guida capace di coordinare, ascoltare e mettere nelle condizioni migliori chi è chiamato ad amministrare, non di un modello nel quale tutto sembra dipendere da un unico centro decisionale”.
“La presidente Proietti – proseguono – sta dimostrando un approccio caratterizzato da un eccessivo accentramento dei poteri e da una difficoltà evidente nel creare un clima di collaborazione all’interno della macchina regionale e della stessa maggioranza politica. Un’arroganza tipica di chi ritiene di sapere tutto, di conoscere tutto e di poter decidere in autonomia, senza confrontarsi e arrivando a mettere in discussione competenze e professionalità maturate nel tempo. Questa non è più soltanto una questione di nomine, è una crisi di rapporti che coinvolge gli uffici regionali, gli equilibri della coalizione di sinistra e ora anche il sistema delle partecipate. Un quadro di confusione che rischia di compromettere la capacità della Regione di programmare e dare risposte concrete ai cittadini e alle imprese umbre”.
“La presidente Proietti – concludono – deve assumersi la responsabilità di spiegare perché tante figure chiamate a ricoprire ruoli strategici sembrano non trovare le condizioni per continuare il proprio percorso e se queste dimissioni siano davvero soltanto il frutto di scelte personali oppure se rappresentino il sintomo di una difficoltà politica e organizzativa più profonda”.


